E' stato inaugurato l'Antiquarium nella Villa di Traiano sugli altipiani di Arcinazzo. Realizzato in un ex casale agricolo all'interno del comprensorio archeologico, occupa due ampie stanze nelle quali è stata esposta una selezione dei reperti rinvenuti nel corso della campagna di scavi conclusa lo scorso anno. In esposizione una colonna e un capitello, alcuni marmi colorati, mosaici, intonaci dipinti, materiale da costruzione, vasi e lucerne, oltre a pannelli tematici illustrativi. La Villa imperiale, molto vasta, è costituita da due grandi platee impostate alle falde del Monte Attuino e rivolte verso gli Altipiani. Il terrazzamento inferiore, a contrafforti e rivolto alla via Valeria, dava origine a una platea di forma rettangolare allungata, occupata all'estremità ovest da un blocco edilizio monumentale, mentre la parte restante costituiva una vasta area scoperta a giardino verso il monte, delimitata da un terrazzamento molto più alto di quello inferiore. La Villa di Traiano si inserisce a giusto titolo nel novero delle grandi ville imperiali del Lazio, accanto a quelle di Nerone a Subiaco e di Adriano a Tivoli, proponendosi anche come sosta di un percorso altamente significativo e innestandosi in un contesto ricco di beni culturali, che va dalle città storiche della Ciociaria, alle grandi Abbazie, ai castelli medievali e rinascimentali, un vero incentivo al turismo culturale. La Villa, dotata di recinzione, impianto di illuminazione e sistemi di sicurezza, è stata riaperta ai pubblico lo scorso anno. E' tornata all'antico splendore dopo cinque anni di lavori, avviati nel 1999 dal Ministero peri Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza Archeologica per il Lazio, che hanno permesso il recupero della platea inferiore costituita da giardino, fontana e 25 ambienti a forma circolare che racchiudono un salone di 200 mq, con pavimenti e pareti in marmi policromi, ora coperto da una superficie lamellare. Scarse informazioni sulla struttura della Villa sona scaturite dai rapporti dei numerosi scavi che furono effettuati attraverso i tempi, nel 1777, nel 1869, compresi i saggi del 1955. Non citata dalle fonti, la Villa viene attribuita a Traiano soprattutto in base al rinvenimento del 1892 di tre fistule con il nome dell'Imperatore, databili fra il 97 e il 114-115 circa. A sostegno dell'attribuzione a Traiano sono inoltre da collegare la tecnica edilizia in "opus mixtum", tipica dell'età traianea, la datazione a questo periodo della decorazione marmorea del ninfeo, l'intervento di Traiano nella vicina Valle dell'Anione, ove rialzò l'incile dell'Acquedotto Anio Novus fino alla Villa di Nerone a Subiaco, l'amore dell'Imperatore per i monti e la caccia, attestato da Plinio il Giovane in un passo del Panegirico. Altra importante testimonianza è costituita da un iscrizione sepolcrale del II secolo, rinvenuta nel 1936 presso il moderno abitato degli Altipiani a 3 chilometri e mezzo dalla Villa, dedicata da M. Ulpius Primillus alla moglie Munia Maxima: il primo documento epigrafico in cui compare il gentilizio imperiale, portato probabilmente da un liberto o figlio di liberti.
I tesori della Villa di Traiano ad Arcinazzo
La Villa di Traiano è stata inaugurata nell'Antiquarium nella Villa di Traiano sugli altipiani di Arcinazzo. La villa è stata restaurata dopo cinque anni di lavori e offre una selezione dei reperti rinvenuti durante la campagna di scavi conclusa lo scorso anno. La villa è costituita da due grandi platee impostate alle falde del Monte Attuino e rivolte verso gli Altipiani. La struttura è stata scoperta a giardino e include un salone di 200 mq con pavimenti e pareti in marmi policromi. La villa è stata attribuita a Traiano in base a reperti archeologici, tra cui la tecnica edilizia in "opus mixtum" e la decorazione marmorea del ninfeo.
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