Ieri nuovo raid: stavolta preso di mira il Ponte Monumentale La grana dei finanziamenti "Siamo ultimi in Italia. Abbiamo aperto tre cantieri ma non possiamo farli lavorare neppure un anno" «Ci vogliono telecamere puntate su tutto il patrimonio di Genova, non si può andare avanti così. Ho contattato il questore, presenteremo lennesima denuncia contro ignoti, ma ciò che è accaduto a San Matteo e al Ponte Monumentale è solo lultimo episodio di una serie lunghissima che deve finire», anche per Giorgio Rossini, soprintendente ai Beni architettonici e del Paesaggio della Liguria, la scritte sono unemergenza. «Cè il Codice dei Beni culturali che condanna questo tipo di atti vandalici, ma anche larticolo 733 del codice penale - spiega - oggi (ieri, ndr) abbiamo autorizzato lassessore Corda a far intervenire la task force Amiu per cancellarle, si tratta di interventi delicatissimi». Rossini è arrabbiato perché questo sembra lultimo affondo al patrimonio, quello dei monumenti e del paesaggio della Liguria, cui proprio il ministero ha appena assestato un colpo fortissimo. «Siamo gli ultimi in Italia, per importo dei finanziamenti ordinati - denuncia Rossini - siamo dopo la Basilicata, il Molise. Ci sono stati destinati 570.000 euro, ne avevamo chiesti 2.470.000. A Palazzo Reale, in via Balbi, sono aperti tre cantieri: quei soldi non bastano neppure per tenerli aperti un anno. E per il territorio non cè un euro». Il restauro di affreschi e quadri del Palazzo Reale, ad esempio, verrà rimandato di un anno almeno, con il rischio di peggiorare la salute delle opere. La soprintendenza non potrà intervenire a Villa Hanbury, né al recupero di Villa Rosa ad Altare, che pure è un edificio demaniale. Non parliamo della chiesa neoclassica (costruita da Simone Cantoni, larchitetto del Palazzo Ducale di Genova) di San Giovanni Battista, a Pieve di Teco: «Sono dieci anni che chiedo il finanziamento, anche questanno niente - scrolla il capo Rossini - non ci sono denari per gli interventi, né per la manutenzione: nel complesso in San Francesco da Paola cè larchivio della nostra soprintendenza. Se si verificasse uninfiltrazione, non potremmo fare nulla. Rischiamo di perdere la nostra memoria». Ultimi in Italia. A pensare male si guarda il colore politico della Regione che stride con quello del ministro Bondi, «secondo me invece paghiamo le conseguenze di una distribuzione nazionale penalizzante: certo lAbruzzo deve venire prima degli altri, ma non a scapito degli altri», precisa Rossini. Mentre in Liguria lemergenza si allarga al paesaggio, suona lallarme il soprintendente: «Abbiamo le mani legate - denuncia - noi possiamo annullare o dare parere non favorevole, ma i privati fanno ricorso al Tar, che quasi sempre gli dà ragione e apre la strada alla speculazione: ecco perché è fondamentale che venga approvata, così comè e presto, la variante di salvaguardia del piano paesistico regionale, può aiutarci a salvare quello che è rimasto». (m.b.)