Il direttore del Museo del Cinema, che coordina le kermesse cittadine, spiega perché questanno si è dovuto rinunciare a qualsiasi spesa superflua Abbiamo pagato noi gli straordinari al personale del Regio, ieri sera. Qualche migliaio di euro oltre i diecimila per la sonorizzazione della sala, la cabina mobile e i proiettori. Spese necessarie. Per il resto, in fatto di promozione e allestimenti, tutto quello che potevamo tagliare labbiamo tagliato. Il Torino Film Festival ha consumato ieri la sua inaugurazione come tutti gli altri, come il Regio e lo Stabile: con la fronte corrucciata per limpegno a far tornare i conti. Altro che glamour e tappeti rossi - che al Tff si sono visti poco anche in tempi di bilanci più rosei - in via Montebello, come negli uffici delle fondazioni culturali, come nelle case degli italiani, in tempi di austerity ci si scervella per evitare il deficit. E tocca ora al Museo del Cinema ridimensionare proporzioni e ambizioni dellex Cinema Giovani. Di un festival diventato in due anni di direzione di Nanni Moretti quello che la città sognava che fosse (dopo il siluramento della coppia DAgnolo Vallan-Turigliatto) ma che per effetto della crisi non si può permettere più. Direttore Alberto Barbera, il Museo gestisce la parte economica ed organizzativa del Torino Film Festival. Avete subìto dei tagli? «Sì, un taglio del 10 per cento sul bilancio, che è passato da 3 milioni e 100mila euro del 2008 a 2 milioni e 800mila di questanno. Abbiamo ridotto le spese di pubblicità e promozione internazionale, non siamo andati né a Cannes né a Venezia. Abbiamo ridotto lospitalità, il numero dei viaggi durante lanno per andare a visionare i film, gli abbellimenti e gli allestimenti. Sono rimaste solo le grandi lettere Tff in piazza Castello». Non ci sono più i gadget, né il meeting point davanti alla Mole. «Troppo costosi. Lanno scorso abbiamo provato a mettere in vendita t-shirt, felpe, matite, portachiavi e altri oggetti con il logo del festival e in nove giorni siamo sì e no rientrati delle spese». Con gli sponsor comè andata? «Bene. Dai privati sono arrivati circa 200mila euro. Abbiamo rinnovato la partnership con San Paolo, Lancia, Fondiaria Sai e Luxottica. Gli stessi dello scorso anno. Tranne Ferrero, che ha cambiato politica e non è più interessata allinvestimento». Perché non cè più il signor Nutella, Nanni Moretti? «Mi risulta che sia cambiato il direttore del marketing». Altre forme di sponsorizzazione? «La Fiat ci dà la flotta di auto e furgoni per i transfer, una decina di veicoli. E Martini ha offerto le bevande al party di ieri sera. Per il catering abbiamo scelto il preventivo più basso, a pari qualità sintende». Cosa risponde ai disabili che protestano perché, dicono, non riescono ad accedere alle sale? «Sono tre su undici le sale alle quali non hanno accesso. E i film ruotano in orari diversi su tutte e undici. Mi sembra una polemica sbagliata, il Museo simpegna da anni per i disabili». Dopo due edizioni morettiane con incassi record Gianni Amelio è agitato, che lei sappia? Ha lansia da prestazione? «Lo vedo sereno, carico e di ottimo umore. Lattenzione dei media e le richieste di accredito, del resto, mi pare siano allo stesso livello delle edizioni passate».