La critica internazionale unanime la indica come una delle più significative collezioni europee degli anni Ottanta. E «Terrae Motus» è oggi un «caso» scottante e significativo della scena artistica e della promozione culturale napoletana degli ultimi vent'anni. Multiforme e suggestivo risultato dell'impagabile lavoro di ricerca svolto da Lucio Amelio, la meravigliosa collezione grazie alla forza catalizzatrice del compianto gallerista di piazza dei Martiri raccoglie le opere di 66 artisti di primissimo rilievo internazionale. Tutte già esposte all'Institute Contemporary Art di Boston nell'83, a Villa Campolieto nell'84 e nell'86, e al Grand Palais di Parigi nell'87. L'incipit della collezione venne da un giovanissimo Nino Longobardi immediatamente dopo il 23 novembre del 1980. Poi il «Fate presto» di Warhol, che riprendeva la celebre pagina de «Il Mattino» dopo il sisma, e ancora Alfano, Beyus, Paladino, Richter, Paolini, Kiefer, Pisani, Milan Kunc, Fabro. A dieci anni dalla morte di Lucio Amelio, a dodici dalla prima installazione nella Reggia di Caserta, concordata tra il gallerista e l'allora soprintendente Jacobitti, a quattro dal vernissage, «Terrae Motus» si trova a Caserta per via di un legato testamentario di Lucio Amelio. In verità il gallerista napoletano, che aveva ideato e pensato la collezione a Napoli, cercò in un primo momento di acquistare il convento di Santa Maria al Monte, al Corso Vittorio Emanuele, che aveva individuato come ideale sede espositiva. Fallita la possibilità di rilevare il complesso monumentale, oggi in parte adibito a sede del Suor Orsola Benincasa, in parte occupato da un albergo, Amelio indicò nel proprio testamento la Reggia di Caserta come sede. Più volte, in verità, in questi dieci anni si è aperta la discussione sull'opportunità di lasciare la collezione a Caserta, e più di una voce si è levata per sollecitarne il ritorno a Napoli. Nel gennaio dello scorso anno un appello «trasversale», firmato da senatori campani di varie parti politiche, ne ha chiesto lo spostamento nel capoluogo campano per una migliore valorizzazione.
Quella scelta della Reggia dopo i tentativi a vuoto di Napoli
La collezione Terrae Motus è considerata una delle più significative europee degli anni Ottanta. È stata creata grazie al lavoro di ricerca di Lucio Amelio, un gallerista napoletano, che ha raccogliuto le opere di 66 artisti internazionali. La collezione è stata esposta in diverse città, tra cui Boston, Parigi e Caserta. Dopo la morte di Amelio, la collezione è stata lasciata alla Reggia di Caserta grazie a un legato testamentario. Tuttavia, ci sono state discussioni sulla possibilità di spostare la collezione a Napoli per una migliore valorizzazione. Nel gennaio scorso, un appello trasversale ha chiesto lo spostamento della collezione a Napoli.
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