Dal 25 febbraio la società pubblica «Scip» mette all'asta immobili demaniali e beni sottoposti a vincolo storico-artistico senza il parere del ministero della Cultura. Avete 241 milioni di euro, cioè 400 miliardi di vecchie lire? Il venticinque febbraio potreste entrare in possesso di 75 beni di Stato sparsi per la penisola: palazzi innazitutto, ma anche pezzi di terreno, dalla Lombardia alla Puglia. In particolare, di quei 241 milioni di euro, 418.000, ovvero meno di 800 milioni di lire, vi serviranno per sentirvi granduchi di Lorena: cioè per comprare un edificio del '700 con parco intorno, l'albergo dove i granduchi amarono soggiornare, nel borgo di San Giuliano Terme, nel Pisano. Tanto, il singolo costo base dello storico hotel alla prossima asta del venticinque febbraio. Ma c'è il caso che il lotto di beni pubblici, che sarà battuto all'asta non per singoli pezzi ma nel suo complesso, vada invenduto. Alla successiva asta, in marzo, andrà a offerta libera: potreste comprare i 75 edifici e terreni per pochi euro. L'Hotel San Giuliano è uno dei gioielli di famiglia che, benché sottoposti a vincolo, in base alla legge 490 del '99, per il loro valore storico-artìstico, il ministro Tremonti sta vendendo per far quadrare i suoi accidentati conti. Chi è interessato, faccia un salto su www.grupporomeo.com: è il sito del gruppo immobiliare che, con altre cinque società, fa parte del Consorzio G6 Advisor che affianca la società pubblica preposta, la Scip, acronimo che sta per Società per la Cartolarizzazione degli Immobili Pubblici. Mentre la Patrimonio s.p.a. ancora sta insediandosi nei suoi uffici, l'antesignana, quest'altra creatura tremontiana, lavora infatti da un anno a pieno ritmo. E, nonostante i comunicati ufficiali del ministero lo smentiscano, vende anche palazzi vincolati per il loro valore storico e artistico: il sacco d'Italia è cominciato. La denuncia è di Gaetano Palumbo, direttore della conservazione archeologica del World Monuments Fund (la fondazione americana, con filiali in alcuni paesi europei, che vigila sull'incolumità dei tesori d'arte disseminati nel globo), che firma un'allarmato articolo sull'ultimo numero del Giornale dell'Arte. Ma vediamo in dettaglio cosa succede. La questione di un migliore utilizzo degli immobili di proprietà dello Stato, in termini di reddito economico ma anche di manutenzione, viene posta per la prima volta con la legge Finanziaria del 1990. A singhiozzo, ma senza risultati, negli anni Novanta si tenta di venderne una parte. Ci pensa Tremonti, insediato da quattro mesi, a tagliare la testa al toro: la legge 351 del 25 settembre 2001 crea un'apposita srl, la Scip. La legge, osserva nel suo articolo Palumbo, contiene alcune mostruosità che alla messa in pratica, da marzo scorso, stanno producendo i loro effetti. Ma nella disattenzione dell'opinione pubblica, anche quella più attenta e qualificata. Perché? Avanziamo un'ipotesi: perché non molto tempo dopo ne arriva un'altra, di legge, la 410 di Patrimonio s.p.a., che quelle mostruosità le moltiplica per cento e che mette le mani non solo sugli immobili pubblici ma su tutto, tesori d'arte e gioielli paesaggistici. Vediamo quali sono le mostruosità in questione. La legge 351 trasferisce alla Scip gli edifici pubblici al fine di cartolarizzarli o venderli e il trasferimento avviene con la semplice compilazione degli elenchi dei beni, senza che né Consiglio di Stato, né ministero dei Beni Culturali, né le Sovrintendenze possano esprimere pareri o apporre vincoli. Anzi, la 351 dice esplicitamente che in questo caso non valgono le tutele per i beni d'interesse culturale previste da un'altra, e recentissima, legge dello Stato, emanata dal centrosinistra, la 490 del '99. Se ci sono vincoli sui. beni, questi vengono mantenuti, e in questo caso l'alienazione avviene di concerto col Ministero competente, però i beni, poniamo il settecentesco ostello di San Giuliano Terme, viene cartolarizzato o venduto lo stesso. Aggiungiamoci una perla: nel vendere, lo Stato è esentato dal produrre i documenti di proprietà dei beni e quelli sulla loro regolarità urbanistica, edilizia e fiscale. Altra perla: né ministero dei Beni Culturali né Sovrintendenze possono esercitare il diritto di prelazione. Perla delle perle: entrato nella Scilp e sfuggito alla legge 490 di tutela, il palazzo storico, acquistato dal privato, continua il suo cammino fuorilegge, potrà essere rivenduto quando e a chi si voglia. Tant'è: il fenomeno Tremonti evidentemente aveva fretta assoluta di incassare. Però anche su questo piano ha prodotto un monstruum. Perché la legge prevede che i beni vadano all'asta in lotti e che i lotti invenduti vengano battuti in seconda istanza al 25 .del valore di base in meno, in terza istanza al 35 in meno, in quarta a prezzo base libero. Nel 2002, a fronte di un piano di vendite di 259 immobili, per 8 miliardi di euro, ne sono stati venduti solo 153. Il 25 febbraio vanno all'asta i 106 restanti, a prezzo base del 35 in meno. E a marzo, a offerta libera. Magari, chissà, a marzo qualche palazzinaro amico si farà avanti... In un comunicato dell'11 dicembre 2002 il ministero dell'Economia scriveva tra l'altro che «due operazioni di cartolarizzazione di immobili (Scip 1 e Scip 2) non hanno interessato unità di valore storico, artistico o paesaggistico». Bugia: basta andare su www.grupporo-meo.com per contare che sono 35, sui 259, i beni sottoposti a vincolo e messi all'incanto. In aprile è stato venduto Palazzo Correr a Venezia, per esempio, e in ottobre un edificio antico nel centro di Palermo, ma anche tre palazzi nel cuore, per definizione storico, della capitale: uno addirittura su piazza Montecitorio. E il 2003 vedrà la svendita degli altri gioielli fin qui invenduti: l'hotel di San Giuliano come la romana Villa Manzoni, sito bellissimo e per di più popolato di resti archeologici (è a un passo dalla Tomba di Nerone). Già, ma che cos'è Scip 2: la vendetta? No, è la seconda ondata di vendite, quella che metterà le mani su 62.000 appartamenti dati in affitto. E, i tempi tecnici richiederanno nove anni, metterà per strada gli inquinili più deboli, cioè anziani e poveri. Intanto altri monstruum vanno avanti: oggi alla Camera si vota sul decreto 2822002, quello che a fine anno per altre vie ha affidato a Fintecna la vendita di 40 immobili storici come la Manifattura Tabacchi di Napoli e alcuni edifici di Firenze firmati da Nervi. Il WWF ha inviato un appello di protesta a tutti i parlamentari. Mentre la Fillea Cgil protesta per «rischi e incertezze» provocati nell'edilizia dalla doppia operazione Patrimonio spa-Infrastrutture spa.