(AGI) - Torino, 12 nov - "Un percorso ad ostacoli che rischia di mettere fuori mercato i circa 30.000 restauratori italiani dei quali oltre 1.000 in Piemonte". E' la denuncia di Confartigianato Piemonte in relazione alle nuove norme, che regolamentano l'accesso alla professione e determinano il riconoscimento delle qualifiche di coloro che sono gia' in attivita' e che "ritiene utili solo i requisiti maturati prima del 2001: chi ha restaurato negli ultimi otto anni e' come se non l'avesse mai fatto. Molti giovani imprenditori di questa categoria sono di fatto esclusi pur avendo lavorato negli ultimi anni con le Soprintendenze su beni sottoposti a tutela". "C'e' poi il paradossale pericolo - aggiunge Vincenzo Basiglio, presidente regionale dei restauratori di Confartigianato - che un restauratore specializzato in arte lignea, una volta ottenuta la qualifica professionale, possa intervenire anche su quadri ed affreschi". Confartigianato Piemonte chiede, quindi, un intervento dei parlamentari della regione per ottenere: la proroga dei termini per il riconoscimento dal 31 dicembre 2009 al 30 giugno 2010; la cancellazione dei riferimenti temporali pregressi richiesti per la dimostrazione dei periodi di esperienza lavorativa; la semplificazione delle modalita' di compilazione delle domande avvalendosi dell'autocertificazione. "C'e' ancora modo e tempo - dice ancora Basiglio - per correggere la normativa che, con un colpo di spugna, cancella secoli di esperienze e competenze professionali maturate dalle imprese artigiane negli interventi di restauro. Auspico che il ministero registri questa grave situazione, che rischia inevitabilmente di produrre nuova disoccupazione, e decida di porvi rimedio".