Si reperiranno aree edificabili e si acquisteranno appartamenti dai privati Si intitola: "Indirizzi per il Piano Casa del Comune di Roma". È lo schema di delibera con cui oggi la giunta capitolina darà mandato al consiglio comunale di prendere visione dei vari e frammentari interventi finora adottati dallesecutivo per affrontare lemergenza abitativa, in modo da «promuovere la formazione e lattuazione» del tanto annunciato piano di housing sociale. Ovvero la costruzione di circa 26mila alloggi da vendere o affittare a prezzi calmierati, che il sindaco Alemanno aveva indicato come priorità e promesso di realizzare subito, già allindomani del suo insediamento. Fatto sta che, a più di un anno e mezzo dallelezione, non una sola casa popolare è stata progettata. E chissà quando avverrà visto che con il provvedimento varato stamattina siamo ancora allo stadio degli "indirizzi" da sottoporre allAula Giulio Cesare. Si tratta di un corposo documento, firmato dagli assessori Antoniozzi e Corsini, con cui si fa il punto del fabbisogno residenziale pubblico, stimato a Roma in circa 48mila unità: 36.600 richieste da famiglie a caccia di unabitazione in locazione a canone sostenibile, fra cui 7.800 giovani coppie e 7.300 immigrati; più 11.200 per studenti, lavoratori fuori sede e proprietari in forte stato di disagio. Cifra che, considerando la previsione di 25mila nuovi alloggi contenuti nel Prg vigente, crea un differenziale di 23mila case da realizzare entro il 2016 per far fronte alla domanda. Ma come intende procedere la giunta? Intanto reperendo e acquisendo nuove aree per lhousing sociale, nonché densificando le zone edificabili e riservando tutte le cubature aggiuntive agli alloggi popolari, così come peraltro già previsto in due diverse memorie dellassessore Marco Corsini. Ancora: modificando le destinazioni duso di zone urbanistiche o di fabbricati non residenziali. Infine acquisendo sul mercato tutta una serie di appartamenti da destinare alledilizia residenziale pubblica. Significa, in sostanza, che il Comune chiederà ai privati di vendergli le loro proprietà. Ed è questo il passaggio che farà guadagnare punti a un sindaco in crisi di consenso fra la potente lobby dei costruttori che si schierò compatta al suo fianco in campagna elettorale. Fra i primi indirizzi da attuare, infatti, cè la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un avviso pubblico relativo allacquisizione di immobili di recente costruzione eo ristrutturazione, in fase di ultimazione o di prossima realizzazione (a patto che siano disponibili entro il 31 dicembre 2010): unoperazione dal quale il Campidoglio prevede di ricavare almeno 300 alloggi. Non solo. Più avanti, sempre con la scusa di fornire una risposta immediata allemergenza casa, si dà mandato alla giunta di «mettere in atto ulteriori iniziative, anche di tipo negoziale». E quali sono queste iniziative negoziali? «Utilizzare, per finalità di housing sociale, alloggi privati già realizzati e rimasti invenduti», recita testualmente la delibera, «proponendo ai soggetti attuatori incentivi di tipo urbanistico e fiscale, o lesenzione dai vincoli alla locazione». Un bel favore ai palazzinari, insomma. Che potranno rifilare al Comune, a prezzi di mercato, tutte le case costruite in periferia ma rimaste senza un compratore a causa della crisi. Ricevendo per di più in cambio una serie di agevolazioni.
ROMA - Piano Casa, il Comune comprerà i palazzi invenduti dei costruttori
La giunta capitolina ha approvato un piano per affrontare la crisi abitativa a Roma. Il piano prevede la costruzione di circa 26mila alloggi da vendere o affittare a prezzi calmierati. Il Comune chiederà ai privati di vendergli le loro proprietà per acquistare immobili di recente costruzione o in fase di ristrutturazione. La giunta prevede di utilizzare alloggi privati già realizzati e rimasti invenduti, offrendo incentivi di tipo urbanistico e fiscale per incentivare la vendita. Il piano prevede anche la densificazione delle zone edificabili e la riservazione delle cubature aggiuntive agli alloggi popolari.
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