Sopralluogo della commissione consiliare nel cantiere del palazzo pretorio CENTRO STORICO L'architetto Ballestrero: «A febbraio la fine dei lavori di restauro, poi ci sarà l'allestimento» PRATO. Le campane di Palazzo Pretorio torneranno presto a suonare. Si vede infatti la luce nella lunga e sofferta storia del restauro del museo civico, i cui lavori sembra proprio termineranno nel febbraio 2010. A confermarlo all'assessore Roberto Caverni e ai membri della commissione 3 presieduta da Federico Tosoni è stato, ieri mattina, l'architetto Bianca Ballestrero, responsabile del progetto di restauro di Palazzo Pretorio. Un restauro che, una volta concluso, dovrà essere seguito dall'allestimento del museo vero e proprio. E poi finalmente, dopo più di un decennio d'attesa e di lavori, sarà fatta. «Sarebbe bello davvero - ha commentato Roberto Caverni - poter tornare ad accendere le lucerne sul tetto, far suonare di nuovo le campane e poterlo inaugurare ufficialmente nel settembre del prossimo anno». Lavori. I grandi saloni che ospiteranno le opere del museo civico sono davvero quasi pronti. Impianti e pavimenti: tutto nuovo di zecca. «Lavorare sui restauri è sempre molto lento, specialmente quando bisogna rifare completamente tutti gli impianti dello stabile e dover lavorare congiuntamente alla Sovrintendenza ai Beni Culturali - ha spiegato Bianca Ballestrero ai membri della commissione - però adesso possiamo dire di essere davvero in dirittura d'arrivo e fissare teoricamente la fine dei lavori per il febbraio del prossimo anno. Manca praticamente solo il piano terra - aggiunge l'architetto - mentre ai piani superiori dobbiamo solo sostituire gli infissi, che dovranno essere fatti ex novo per poter garantire il clima adatto alle opere che verranno ospitate nei saloni». Il museo. La grande cancellata d'ingresso alla corte interna, quella accanto al Caffè delle Logge, sarà anche l'ingresso ufficiale al museo. I visitatori accederanno quindi alla biglietteria e da lì, dopo aver visitato la sezione dedicata alla storia della città, prenderanno l'ascensore per il primo piano, dove comincerà ufficialmente la visita. E proprio il grande salone dal soffitto a cassettoni del primo piano sarà il fulcro di tutto il museo, il luogo dove verrano esposti i grandi polittici e la pittura del quattrocento della collezione del Museo Civico. L'esposizione sarà obbligatoriamente affidata a pannelli mobili, vista l'impossibilità di utilizzare le pareti affrescate dei saloni. Altro discorso invece per i mezzanini, che saranno utilizzati per esporre le collezioni meno conosciute come la donazione "Tintori" o la galleria "Martini". Quest'ultima avrà poi una disposizione particolare: composta principalmente da opere di piccole dimensioni, verrà protetta con il vetro, ma come tutto il museo anche dalle telecamere, e suddivisa per aree tematiche. Nel salone all'ultimo piano, di cui è stato completamente rifatto il tetto, verranno infine esposte le sculture di Renzo Bartolini e le opere pratesi dell'ottocento e del novecento. Di Palazzo Pretorio è stata sistemata anche la terrazza, che però sarà possibile visitare solo su richiesta perchè non servita dall'ascensore. Allestimento. Sembra una cosa fatta. «Per l'allestimento abbiamo ottenuto i finanziamenti col bando del Piuss, Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile - ha spiegato l'assessore Caverni - e se alla fine quelli non fossero disponibili troveremo il modo aprire al più presto al più presto il museo civico.