Maraniello, direttore di Mambo: nessun pregiudizio Il dibattito sulla cultura "Se a Rimini Goldin impegna 2 milioni e il Comune 28mila, sarebbe stato folle dire di no" «NON sono tra i direttori di museo ostili o prevenuti nei confronti di Marco Goldin e della sua società Linea dOmbra: penso al contrario che se davvero il grande evento espositivo diventa loccasione per portare lattenzione anche nei confronti delle raccolte permanenti e del territorio, sarebbe da pazzi dire di no». È lopinione di Gianfranco Maraniello, direttore del museo Mambo, listituzione che assieme alla Cineteca è la realtà di produzione culturale più significativa di Bologna. Maraniello interviene a proposito dellintervista in cui Marco Goldin, direttore generale di Linea dOmbra, descrive laccordo fatto con la città di Rimini - per lallestimento della mostra «Da Rembrandt a Gauguin e Picasso» - e non nasconde il desiderio di «fare qualcosa per Bologna». Direttore, il ricorso ai grandi eventi è una scelta obbligata? «Non mi sembra che tra fautori dei grandi eventi e i difensori del tessuto culturale cittadino le posizioni siano inconciliabili. È anche lopinione del sindaco, quando spiega che Bologna ha bisogno di trovare sponsor e gli sponsor preferiscono appoggiare eventi che abbiano uneco anche fuori dai confini della regione. I musei stessi promuovono le proprie raccolte, la ricerca e la produzione culturale attraverso mostre temporanee». Come nel caso della mostra su Morandi? «Certamente, o come nel caso della prossima mostra su Fellini, «La Grande Parade», che il Mambo promuove assieme alla Cineteca. E lo facciamo perché è parte di un progetto, la Manifattura delle Arti, che ci sta particolarmente a cuore». Il modello Goldin è compatibile con Bologna? Creando lIstituzione Musei e ancor prima lIstituzione Galleria darte moderna, la città non ha scelto di percorrere altre vie? «Nei termini in cui Goldin lha descritto il suo modello merita certamente ascolto. Poi io credo che investimenti del genere debbano allinearsi a una politica di produzione culturale e non solo di ospitalità di qualcosa, che trovi magari il suo senso altrove. Per un museo è prioritario il piano scientifico e la corrispondenza di un evento temporaneo al suo programma generale e alle finalità istituzionali. E per unIstituzione comunale è rilevante che ci sia unattenzione al territorio, pensare che gli eventi non siano fini a se stessi». Il progetto di Linea dOmbra a Rimini tiene conto anche di questi aspetti. «Goldin sostiene che anche a Bologna ci sia una domanda reale, si propone in modo esplicito, e alla domanda sullentità degli investimenti fatti a Rimini risponde con cifre interessanti che impegnano il Comune per un massimo di 28mila euro a fronte di circa 2,3 milioni di investimenti sostenuti prevalentemente da Linea dOmbra. Se le cose stanno così sarebbe folle non corrispondere a questi ottimi propositi. Cè da chiedersi piuttosto perché certe esperienze così felici - a Treviso, a Conegliano, a Brescia - si siano però interrotte».