LAutorità Portuale genovese ha censito i "beni di interesse storico artistico" con più di cinquantanni presenti nello scalo, alcuni di insospettabile pregio Architettura industriale: dalla Stazione Marittima e Ponte dei Mille al "Silos Occhetti", la torre vinaria di Sampierdarena risalente al 1937 Merce varia, container, passeggeri. E arte. Tanta e nascosta fra le pieghe di un porto che non smette di macinare traffici, ma che ha anche voglia di stupire, fermandosi a guardare ciò che di più affascinante sta alle spalle delle sue banchine. Per tre anni, lautorità portuale di Genova e la sua controllata Finporto hanno censito tutti i beni «di interesse storico artistico», carichi di almeno mezzo secolo di storia e di lavoro e firmati dagli architetti del passato. Manufatti di straordinaria bellezza, a cominciare dalla vecchia Stazione Marittima di ponte dei Mille, mai così attiva come in questi mesi e di una suggestione unica, con i suoi manifesti pubblicitari dipinti direttamente sul muro, per proseguire con quegli edifici e quei palazzi spesso mimetizzati fra i terminal e nascosti dal movimento continuo di gru, camion e uomini. Dintesa con la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Liguria, lauthority ha iniziato il censimento, arrivando a sottoporre «a verifica di interesse culturale» 45 immobili e a tutelarne 22. Un vero e proprio museo a cielo aperto che lauthority, novità assoluta, cercherà di aprire alla città in momenti specifici, come nel caso del "port day" o in altre iniziative tese ad abbattere il muro che ancora separa il porto dalla sua città. «Ci proveremo a mostrare a Genova queste bellezze nascoste, tenendo in considerazione il fatto che il porto è una realtà in cui si lavora senza soste e in cui non ci si può certo avventurare senza controllo - spiega il presidente Luigi Merlo - Dovremo individuare dei momenti precisi, ma certo sarebbe una cosa molto suggestiva». Da Levante a Ponente, dalle riparazioni navali alla foce del Polcevera, il porto lavorato, quello vero, riserva così sensazioni artistiche insospettate, ma di grande intensità per chi le vuole (e può) coglierle. Dal complesso delle fortificazioni militari della "briglia della Lanterna" ai bacini di carenaggio, dallex Lavanderia Italia alla casa dei lavoratori del ramo industriale, fino alla vecchia centrale elettrica consortile, al palazzo della compagnia dei carbuné "Pietro Chiesa" di calata Giaccone, fino alle due stazioni marittime dei Mille e Andrea Doria. Individuate le strutture, il prossimo passo sarà quello di iniziare con le opere di restauro. Linedita iniziativa dellauthority scatterà da Sampierdarena, con il deposito vinario "Silos Occhetti" e la centrale elettrica consortile. Davvero unico, il silos di Sampierdarena, una "torre in muratura" che racchiude al suo interno quattro grandi vasche circolari che arrivano a 35 metri di altezza. Costruito nel 1937, funziona (parzialmente) ancora oggi. Lintervento partirà dalle facciate esterne, poi si realizzeranno otto oblò circolari per assicurare una migliore illuminazione degli ambienti e si ripristineranno serramenti, intonaco e portone principale di ingresso.