Non si fa attendere la risposta di cittadini, forze della cultura e degli intellettuali siciliani all'appello promosso per scongiurare la chiusura della Biblioteca centrale e chiedere una legge regionale. Oltre alle firme sono giunti alcuni messaggi. Andrea Camilleri: «La biblioteca è veramente qualcosa di essenziale, di assolutamente prioritario. Il degrado di una biblioteca è il degrado di tutta una città. Non stiamo parlando di un luogo qualsiasi, ma di un centro nevralgico, del simbolo della cultura che produce cultura. Lo stato in cui versa una biblioteca è il termometro per misurare il malessere cittadino. Non scherziamo: lì a Palermo il danno è davvero grosso. Bisogna subito fare la legge, inventarsi forme di finanziamenti, senza perdere tempo. Occorre agire subito, per salvare una città, e per salvare la faccia. Siamo veramente bravi a utilizzare male la nostra autonomia regionale». Dacia Maraini: «Non esagero se dico che la biblioteca è la parte più importante della città, il suo organo vitale. Una città senza biblioteca è come un corpo senza fegato, senza un polmone. Vorrei tanto che i suoi rappresentanti della Regione si rendessero conto di cosa trascurano. Bisogna capire che vale la pena di investire su una biblioteca, che di certo non rende in termini di soldi, ma promuove cultura e civilizzazione. La situazione in cui la biblioteca regionale versa è la conseguenza di una logica distorta, sbagliata, che va subito esecrata». Vincenzo Consolo: «Questa è gente che magari ha in mente di bruciare le biblioteche, di rendere inaccessibile i libri, di farli sparire. Non capiscono che bisogna aprire le biblioteche a chi ha ancora voglia di leggere. Il fatto è che ai nostri amministratori interessano principalmente i parchi mistici. E la cultura, la vera cultura, fa a farsi benedire». Enzo Sellerio: «Sono lieto che i miei concittadini che hanno tollerato la ventennale chiusura del Massimo, questa volta, ad appena tre mesi dalla sospensione del servizio lettura e prestiti della Biblioteca Nazionale siano passati all'azione. Capisco la preoccupazione del direttore. Ma quando c'è la buona volontà c'è tutto e a ogni male si può trovare (quasi) sempre rimedio. In questo caso si potrebbe far presidiare la Biblioteca dai Vigili del fuoco durante l'orario di lettura. Tanto per dirne una».