In un mese tre richieste nelle città piemontesi: due a Biella e una ad Asti - I costruttori: «Troppi limiti» Oggi in aula la normativa della Liguria - In forte ritardo la Valle d'Aosta Negli otto capoluoghi di provincia piemontese sono state depositate solo tre domande: due a Biella e una ad Asti. Nei centri più piccoli la situazione non cambia: due sole richieste (a Bra) nelle località interpellate da «Il Sole 24 Ore NordOvest» (gli altri sono Pinerolo, Susa, Ivrea, Santhià e Novi Ligure). A un mese dall'effettiva operatività del piano casa, non decollano le richieste di ampliamento. I tecnici dei comuni e le associazioni professionali confermano lo scarso interesse dei proprietari, anche se non manca chi si si è informato sui termini del provvedimento, rimandando per ora la decisione. «Le legge 20 commenta Sergio Conti, assessore alle Politiche territoriali del Piemonte si rivolge ai proprietari di case uni e bifamialiari e pertanto sarà applicata soprattutto nei piccoli centri, dove sono più presenti le villette. Siamo convinti che le richieste aumenteranno». I costruttori punta no il dito sui paletti imposti dal provvedimento. Il principale ostacolo sembra essere l'obbligo di abbattere del 4 il fabbisogno energetico dell'edificio. In ritardo Vale d'Aosta, dove manca il regolamento attuativo e la Liguria, dove il testo al centro di polemiche tra opposizione e maggioranza e all'interno della stessa maggioranza arriva in aula proprio oggi.