Costruzioni. L'Ance: nel 2010 è possibile una ripresa MISURE STRAORDINARIE - Palazzo Chigi ipotizza il commissario per le tre regioni ordinarie (Campania, Calabria e Molise) ancora senza legge Giorgio Santilli L'Ance conferma l'allarme per la crisi durissima che colpisce l'edilizia e stima la caduta del settore al 9,4 nel 2009: più del doppio della caduta del Pil nazionale che le ultime stime fissano al 4,8 per cento. Per una larga parte, la caduta è data dal settore delle nuove abitazioni che subiscono nel 2009 un crollo del 19 per cento. Pesa anche il differenziale degli spread nel costo dei mutui che vale 61 punti percentuali rispetto al costo dell'area Euro. A differenza del Cresme, però, il Rapporto congiunturale dell'associazione dei costruttori - che sarà presentato oggi - considera ancora recuperabile il 2010, almeno in parte, per effetto del piano casa. «Stimiamo un'ulteriore caduta del 12 per le nuove abitazioni nel 2010 - dice Antonio Gennari, vicedirettore e responsabile dell'ufficio studi dell'associazione - ma ammettiamo che questa caduta possa essere contenuta al 4,1 qualora davvero partissero gli investimenti negli ampliamenti di volumetrie e nel business nuovo della demolizione-ricostruzione». Da qui una doppia previsione per l'anno prossimo. Più che una previsione oggettiva - ammette Gennari - quella che tiene conto degli effetti del piano casa è «una scommessa» perché certamente saranno messi in moto investimenti ingenti, ma il dubbio è che questo accada già nel 2010. A spingere in questa direzione potrebbero essere «il forte interesse verso le nuove forme di investimento come la demolizione-ricostruzione e anche le misure di semplificazione che il governo aveva promesso entro il 10 aprile e non sono mai state prese». È indiscrezione di ieri, per altro, che la presidenza del consiglio sta preparando una diffida alle tre regioni ordinarie ancora inadempienti (Campania, Calabria e Molise) con l'intento di avviare il procedimento che porterà alla nomina di un commissario per emanare un provvedimento ad hoc sostitutivo della legge. Il rapporto congiunturale dell'Ance prende in considerazione gli effetti prodotti da quattro tipi di intervento in cui il piano casa si articolerà. Circa 41 miliardi di investimenti dovrebbero arrivare nei prossimi quattro anni dal settore residenziale per effetto della demolizione e ricostruzione (18,2 miliardi) e dell'ampliamento di volumi (22,8 miliardi). Altri 18 miliardi dovrebbero arrivare dal settore non-residenziale (industriale, commerciale, turistico-alberghiero) che sei regioni hanno ammesso nelle loro leggi. Si tratta di una «scommessa nella scommessa», ma l'Ance apprezza la rottura di questo tabù, soprattutto con la demolizione-ricostruzione (5 miliardi) mentre la fetta più consistente degli investimenti (12,9 miliardi) arriverebbe dall'ampliamento di volumi. Prudentemente il rapporto mette in conto al 2010 solo una quota ridotta di questi investimenti: 620,8 milioni dalal demolizione e ricostruzione residenziale, 2,1 miliardi dagli ampliamenti per le abitazioni, 697 milioni dalla demolizione e ricostruzione non residenziale, 1,2 miliardi per gli ampliamenti non abitativi.
PIANO CASA - ANCE. ROMA - Piano casa da accelerare - Vale l'8 del Pil edilizio
Il rapporto congiunturale dell'Ance conferma l'allarme per la crisi durissima che colpisce l'edilizia, con una caduta del 9,4% del settore nel 2009. La caduta è data principalmente dal settore delle nuove abitazioni, che subisce un crollo del 19% nel 2009. Il rapporto considera ancora recuperabile il 2010, almeno in parte, per effetto del piano casa, ma stimata una caduta del 12% delle nuove abitazioni nel 2010. L'Ance previde una doppia previsione per l'anno prossimo, con una caduta del 4,1% se gli investimenti negli ampliamenti di volumetrie e nel business nuovo della demolizione-ricostruzione.
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