Il programma condensato in un documento di 26 paginE L'intera seduta di ieri dell'assise civica dedicata al dibattito sulle linee programmatiche Il futuro della città in 26 pagine. Le 26 pagine, aperte da un messaggio della Conferenza episcopale abruzzese molisana, «il potere è al servizio del bene comune e la politica è il più esigente esercizio di carità genuina verso le categorie più deboli», nelle quali il sindaco di Campobasso Gino Di Bartolomeo ha condensato le sue idee. Idee spesso in contrasto con quelle delle amministrazioni che lo hanno preceduto, esposte insieme alle priorità da realizzare nei prossimi cinque anni, dalle politiche sociali e della casa, dai lavori pubblici all'urbanistica, alla cultura. Il programma elettorale di mandato, sul quale ieri a palazzo San Giorgio si è generato un ampio dibattito,andato avanti fino a sera ma «condito» da qualche interruzione di troppo. Una prima «tirata d'orecchi» ai consiglieri l'ha riservata lo stesso primo cittadino, stigmatizzando il ritardo con cui è iniziata la seduta, dovuta alle numerose assenze tra i banchi di maggioranza e di opposizione. «In aula si viene in orario - ha detto senza mezzi termini Di Bartolomeo - e chi ha altro da fare lo faccia fuori». Un messaggio in linea con il carattere del sindaco, che fin dal suo insediamento si è detto intenzionato a non transigere sul rispetto delle regole, a partire dal ricorso eccessivo alla seconda convocazione. Per il resto la giornata è andata avanti tra gli interventi dei rappresentanti dei vari gruppi politici, ovviamente critici quelli della minoranza, pur con qualche «concessione» all'opposizione costruttiva. Minoranza che ha annunciato il parere contrario sulla presa d'atto (sulle linee programmatiche il regolamento del Comune non prevede il voto), lasciando alla maggioranza di centrodestra il compito di esprimersi favorevolente, malgrado qualche distinguo, peraltro annunciato. Tra i «battibecchi» più attesi (anche perché ricorrenti da qualche tempo a questa parte), quelli tra Gino Di Bartolomeo e il due volte sindaco Augusto Massa. «Mi aspettavo - ha rimarcato quest'ultimo - un programma frutto dell'eredità delle vecchie amministrazioni, sulla base della situazione economica dell'ente. Trovo invece un documento più politico che amministrativo, che tratta con superficialità alcuni argomenti, a partire dalla cultura e dall'edilizia scolastica». E da un ex sindaco a un candidato sindaco, Massimo Romano, che con tutto il gruppo consiliare ha lasciato l'IdV per dar vita a «Costruire democrazia», che ha incalzato il sindaco con una serie di quesiti, sulle modalità e i tempi di attuazione degli interventi inclusi nel programma, oltre che sulle novità annunciate sul Prg e sulla Sea (riguardo la ricerca diun partner privato), puntando il dito sulle carenze nel settore delle infrastrutture e dell'impiantistica sportiva. «Un programma nel quale manca l'anima, la missione, l'idea di sviluppo - ha detto il capogruppo di Costruire Democrazia Carmelo Parpiglia - si parla di tutto ma non ci sono approfondimenti». «Un tentativo di esercizio accademico, votato all'antagonismo» lo ha definito anche il capogruppo del Pd ed ex assessore Antonio Battista. D'accordo su priorità e filo conduttore, invece, il capogruppo del Pdl Salvatore Colagiovanni, mentre il «leader» di Democrazia popolare Alberto Tramontano ha puntato il dito sugli interventi nel settore del sociali, a suo avviso trascurati dalle amministrazioni di centrosinistra. Un tema, quello del sociale, a cui ha fatto riferimento anche il sindaco nel suo intervento conclusivo, facendo riferimento alle tante situazioni di disagio, alle quali si trova a far fronte ogni giorno. Famiglie che non hanno una casa, non hanno uno stipendio per arrivare a fine mese, costrette a fare i conti con i grandi drammi del nostro tempo, a partire da alcool e droga. Un tema così caro a Di Bartolomeo, da farne il primo punto del programma. Carmen Sepede