VERONAFIERE. Enti pubblici e privati si confrontano con progetti ambiziosi e all'avanguardia L'assessore Marangon: «Tra 15 anni la popolazione sarà di 5,5 milioni, serve una progettazione seria per far fronte alle esigenze» «La fiera dell'eccellenza urbanistica, territoriale, ambientale ed edilizia del Veneto». L'ha definita così l'assessore alle Politiche per il territorio, Renzo Marangon, la prima edizione di Geo-Oikos, manifestazione inaugurata ieri in Fiera, che prosegue anche oggi, che mette in mostra i progetti di rilievo territoriale e di interesse urbanistico e ambientale del Veneto. «Eccellenze che si contaminano», ha sottolineato con insistenza Marangon, spiegando che l'iniziativa ideata dalla Regione ha visto l'entusiasta partecipazione «del meglio della progettualità di enti pubblici e di privati». Marangon, nel suo intervento inaugurale ha voluto dare un energico slancio alla politica e ai privati a «volare più in alto». L'assessore ha spiegato infatti che le proiezioni demografiche per il Veneto stimano un incremento di circa 700mila nuovi cittadini, raggiungendo una popolazione di 5 milioni e mezzo di abitanti. Numeri importanti che secondo Marangon impongono una progettazione altrettanto seria del territorio. L'INAUGURAZIONE. Il taglio del nastro della nuova «vetrina» regionale ha visto la presenza di un gran numero di autorità, tra cui anche il prefetto Perla Stancari, e di esponenti della politica veronese e regionale salutati da Ettore Riello, presidente di Veronafiere . Anche il Comune di Verona è tra gli orgogliosi espositori. L'assessore all'Urbanistica Vito Giacino, ha spiegato: «Abbiamo deciso di presentare tre progetti: il programma di riqualificazione delle aree Santa Marta-Passalacqua e ex Cartiere e il progetto di Verona-Città della musica (spiegata nel dettaglio nell'articolo qui accanto). tre progetti che rappresentano la cooperazione tra investimenti privati e amministrazione, alla quale però deve rimanere il ruolo di regia e di tutela dei beni pubblici». IL CONVEGNO. Nel cartellone fieristico, ricco di incontri, dibattiti e convegni, a spiccare ieri è stato un confronto tra Provincia, enti e categorie del territorio. Moderato dal direttore di Telearena, Mario Puliero, l'incontro ha visto la partecipazione del presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, dell'assessore alla Programmazione territoriale Samuele Campedelli, del pro rettore Bettina Campedelli, del presidente di Anci Veneto Giorgio Dal Negro, del presidente di Coldiretti Damiano Berzacola, del presidente del Catullo Fabio Bortolazzi, del responsabile della Camera di commercio e dell'Unione provinciale artigiani Ferdinando Albini e di Giuseppe Riello vicepresidente di Confindustria Verona. Miozzi ha, con piglio ottimista, toccato temi delicati come la situazione dell'aeroporto e di infrastrutture come la mediana, il traforo, il sistema delle tangenziali, la metrotranvia Verona-Mantova e il casello autostradale del Catullo, oltre al valore strategico del Consorzio Zai, ribadendo l'importanza di fare sistema. Miozzi ha incoraggiato il mondo politico, imprenditoriale e sociale a «non tentennare, ma a collaborare per evitare l'esclusione di Verona da assetti importanti». A mettere un po' di pepe all'incontro ci ha pensato Dal Negro che ha criticato la «paralisi viabilistica di Verona, che pesa in termini di costi sulle aziende, mentre si progettano il filobus e il traforo, due cose che sono una contraddizione in termini». Ma al fiume di critiche di Dal Negro, ha fatto da contraltare l'ottimismo di Bortolazzi che, ritenendo indispensabile per la crescita del Catullo una serie di infrastrutture, ha annunciato una crescita dello scalo «che a gennaio sarà del 14 per cento». Giuseppe Riello ha concluso il dibattito sottolineando la necessità di un maggiore dialogo con le imprese di Verona, chiedendo alla politica «meno proclami eclatanti e più opere senza sprechi».