Il terzo museo in Italia per introiti e visitatori vive una stagione difficile, con grossi problemi per assicurare la vigilanza a capolavori inestimabili invidiati da tutto il mondo. Gli Uffizi sono ormai da tempo in emergenza personale, dall'ultimo concorso per vigilanti delle sale sono passati dieci anni. Da allora solo uscite nel polo museale fiorentino, che oggi conta seicento lavoratori (tra custodi, tecnico-amministrativi e storici dell'arte, un centinaio in meno rispetto a cinque anni fa) per un patrimonio che, assieme agli Uffizi, annovera anche altre eccellenze dell'arte mondiale, come la Galleria dell'Accademia del David di Michelangelo, il Bargello con il David di Donatello restaurato (al centro di una mostra fino al 23 novembre), le Cappelle Medicee e il Giardino di Boboli. Così succede anche che per garantire l'apertura di tutte le sale (ad eccezione della Tribuna di Bernardo Buontalenti ora chiusa per restauro) in giorni di particolare affluenza turistica, vengano dirottati custodi agli Uffizi da altri musei fiorentini. "Non è un mistero spiega Giulietta Obersoler, della Cgil funzione pubblica che il Giardino di Boboli sia spesso vigilato soltanto ai varchi e non all'interno come dovrebbe essere. Diventa una necessità dirottare agli Uffizi personale nei giorni di maggiore affluenza, anche perché tutto il museo deve essere visitabile, non essendo il prezzo del biglietto, 13 euro, proporzionale alle sale aperte". I sindacati chiedono da tempo l'assunzione di nuovo personale e la modernizzazione degli Uffizi con "punti informativi ben strutturati all'interno del museo e con nuovi operatori in grado di provvedere a visite guidate con spiegazioni al pubblico, cosa ora possibile soltanto per il Corridoio Vasariano". Da Roma rispondono che non ci sono fondi per procedere con nuove assunzioni o per indire nuovi concorsi. Ma non solo i sindacati, anche il direttore Antonio Natali lamenta di ricordare "soltanto saluti di commiato e mai di benvenuto", da quando è al vertice della Galleria degli Uffizi. Secondo le ultime rilevazioni del ministero per i Beni e le Attività culturali, datate 31 luglio 2008, gli Uffizi hanno registrato un'affluenza di un milione e seicentomila visitatori, per un incasso di quasi 8 milioni di euro. Terzi in Italia dopo il circuito archeologico Colosseo, Palatino e Foro Romano (5 milioni di visitatori per 32 milioni di euro) e gli scavi di Pompei (2 milioni di visitatori per 19 milioni di euro). Nell'ultimo anno la crisi ha colpito anche l'arte e per il polo museale fiorentino "dai numeri che abbiamo fanno sapere dalla Cgil nel 2009 si registrerà un calo almeno del 6-7 per cento". Dati che non lasciano ben sperare i sindacati per le assunzioni richieste, necessarie per il 2012, anno in cui è prevista, salvo ritardi, l'inaugurazione dei Grandi Uffizi, con l'apertura di un nuovo piano che raddoppierà il percorso espositivo. I 140 custodi di sala, circa 45 per turno, a quel punto diverranno davvero pochi, "assolutamente insufficienti in caso di picchi di assenza per malattie e ferie", avvertono i sindacati. Inoltre c'è il problema dell'uscita degli Uffizi, dove dovrebbe esser realizzata la tanto discussa loggia di Isozaki. Una questione che solleva sempre polemiche a Firenze, perché il progetto avveniristico dell'architetto giapponese Arata Isozaki, che ha vinto una gara internazionale, fa storcere il naso a molti. Ma il sindaco, Matteo Renzi, in consiglio comunale ha rilanciato: "Si parla spesso dell'uscita degli Uffizi, della loggia di Isozaki, ma ci pare che il vero problema sia l'entrata della Galleria piuttosto che l'uscita. Pensiamo che la suggestione di considerare il museo di Palazzo Vecchio come la naturale entrata degli Uffizi (il collegamento esiste, ma è inutilizzato, ndr) possa essere oggetto di un approfondimento tecnico e culturale con la direzione degli Uffizi e con la soprintendenza che auspichiamo e per la quale siamo pronti a lavorare con determinazione".
Uffizi senza guida. Cronica carenza di personale a Firenze Dal ministero rispondono: non ci sono soldi
Gli Uffizi di Firenze, il terzo museo italiano per introiti e visitatori, sta vivendo una stagione difficile. I custodi delle sale sono in pochi e spesso devono essere dirottati agli Uffizi da altri musei per garantire la vigilanza ai capolavori. I sindacati chiedono l'assunzione di nuovo personale e la modernizzazione del museo con punti informativi e operatori per visite guidate. Il direttore Antonio Natali lamenta di non aver ricevuto saluti di benvenuto da parte dei dipendenti. Gli Uffizi hanno registrato un'affluenza di un milione e seicentomila visitatori nel 2008, con un incasso di quasi 8 milioni di euro.
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