Artemidoro L'opinione degli studiosi sul falsario greco e le ricerche in corso che potranno fornire ulteriori elementi di giudizio Nella sua saggezza, la direttrice dell'Egizio di Torino, lo aveva previsto. Lo scorso 5 giugno Eleni Vassilika, intervistata da Marina Paglieri della «Repubblica» (edizione torinese, pagina XXI), disse infatti che «difficilmente il discusso papiro di Artemidoro» sarebbe stato esposto nel Museo. Del resto, nei mesi precedenti, erano intervenuti elementi di giudizio di grande peso: per esempio quelli posti in luce da questo giornale lo scorso 29 aprile («E la scientifica risolve il caso»). E poi a Rovereto, proprio in quei giorni, si era svolto un convegno di studio sul cosiddetto Artemidoro cui parteciparono studiosi europei di spicco quali Peter Schreiner, Brigitte Mondrain, Jürgen Hammerstaedt, Daniel Delattre, Luigi Lehnus, Giorgio Ieranò, etc. nonché tecnici di alta competenza quali Elvira D'Amicone e Luigi Vigna. Il risultato, assai stringente, apparirà quanto prima in un volume di atti. Curioso dettaglio: in previsione del convegno, gli organizzatori, responsabili delle istituzioni roveretane, avevano chiesto a Torino, ai proprietari del cosiddetto Artemidoro, il permesso di esporre l'interessante oggetto (magari nei prestigiosi spazi del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), ma la risposta era stata, allora, che il papiro aveva viaggiato molto e dunque doveva riposare! Requiescat in pace. Poi c'è stato un ampio e argomentato intervento di Richard Janko, papirologo ad Ann Arbor, sulla prestigiosa «Classical Review», il quale, dopo attenta disamina, concludeva: speriamo che questo sia l'ultimo scherzo dell'abile e spregiudicato Simonidis, probabile autore del manufatto! A Rovereto era stata prospettata da Lehnus che è il nostro maggior conoscitore della tradizione callimachea anche la possibilità non poco suggestiva che, con l'Artemidoro, siamo di fronte alla rielaborazione ulteriore di un pezzo di Simonidis. Ricerche in corso porteranno presto nuovi elementi di giudizio. Ma soffermiamoci, ormai che gli animi sono più sereni, sull'enigmatico Simonidis, come lo definì una volta Alexander von Humboldt. Nel maggio 1891 la parigina «Revue des Etudes Grecques» pubblicò un necrologio congiunto di Simonidis e di Schliemann, da poco scomparsi, a breve distanza l'uno dall'altro. Per completezza va detto però che, nel dare il triste annunzio, il «Times» (18 ottobre 1890) aveva preferito usare il condizionale a proposito della scomparsa del geniale falsario greco. Sta di fatto che nel 1907 cominciarono a venir fuori altri suoi materiali. Ad ogni modo «l'infaticabile » Simonidis, come egli stesso amava definirsi in lettere private e articoli di giornale ( akopiatos in greco) scacciato a suo tempo dalla Germania, da lui beffata, ha avuto uno storico risarcimento grazie alla lunga permanenza del cosiddetto Artemidoro presso musei tedeschi nella primavera-estate dell'anno passato. Gli era quasi dovuto. Ma a Torino ha prevalso la prudenza. Forse bisognerebbe collocare l'interessante manufatto in un museo d'arte moderna, o forse semplicemente ricollocarlo, a Liverpool, nella collezione Joseph Mayer, che dell'infaticabile greco serba la gran parte dei prodotti, compresi gli attrezzi per la litografia. Emilia Franco ( Falso d'autore , Pancallo editore, pp. 242, 22) ha pubblicato una lettera di Argan sul trono Ludovisi, che si conclude così: «Forse ammiro ancor più quella scultura pensandola a me così vicina nel tempo». È una saggia epigrafe per tutta questa vicenda.
TORINO - Un museo d'arte moderna per il papiro, ultimo scherzo di Simonidis
Il papiro di Artemidoro, un falsario greco, è stato oggetto di dibattito tra gli studiosi. La sua autenticità è stata messa in dubbio, e alcuni hanno suggerito che potrebbe essere un'opera di Simonidis, un altro famoso falsario greco. Un convegno di studio a Rovereto ha portato a nuove ricerche e analisi, che potrebbero fornire ulteriori elementi di giudizio. Il papiro è stato esposto in diversi musei, ma a Torino è stato deciso di non esporlo pubblicamente a causa della sua storia controversa. Alcuni studiosi hanno suggerito di collocare il papiro in un museo d'arte moderna o di ricollocarlo in una collezione privata.
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