I LAVORI DI AMPLIAMENTO DEL MUSEO EGIZIO Cominciata l'opera di rinnovamento, nel 2013 spazi raddoppiati Saranno creati due piani sotterranei visibili anche dall'esterno Classe 1824, fondato a Torino da Carlo Felice di Savoia con l'acquisizione dei primi cinquemila reperti, il più antico museo egizio del mondo sta per cambiare pelle. La radicale operazione di rinnovamento iniziata lo scorso luglio si svolgerà in due fasi e non implicherà mai la chiusura del museo, consentendo così all'oltre mezzo milione di visitatori che ogni anno rendono omaggio alle collezioni di continuare a godere del fascino ieratico dell'arte egizia. Dopo il termine della prima tranche dei lavori nel 2011, in occasione dei festeggiamenti per i centocinquanta anni dell'Unità d'Italia, e della seconda fase, nel 2013, gli odierni percorsi labirintici imposti dalla struttura dell'edificio che ospita le collezioni, il secentesco Palazzo dell'Accademia delle Scienze, saranno solo un ricordo, così come la visione della folla assiepata all'ingresso di Via dell'Accademia. Ma la ristrutturazione non si confronta solo con problemi logistici, di sicurezza e di accessibilità ai disabili: il suo più intimo scopo è la valorizzazione culturale di un patrimonio artistico che prenderà aria e respiro, facendo sbocciare appieno le proprie potenzialità. Il raddoppiamento dei seimila metri quadrati di spazio espositivo, il rigoroso criterio cronologico del percorso, gli allestimenti scenografici atti a meglio contestualizzare i reperti, una più articolata attenzione all'approccio didattico sono solo alcuni dei punti chiave del progetto. La sfida prende forma nell'ottobre del 2004 con la nascita della Fondazione Museo delle Antichità Egizie, presieduta da Alain Elkann. Primo caso in Italia per un museo statale, l'Egizio di Torino diventa l'anno successivo una struttura a partecipazione pubblico-privata. Il Ministero per i beni e le attività culturali entra nella Fondazione conferendovi la collezione, mentre la Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT, la città, la Provincia di Torino e la Regione Piemonte provvedono ai fondi per la gestione ordinaria e ai cinquanta milioni di euro necessari alla realizzazione del grande rinnovamento affidato a un raggruppamento di progettisti diretto dalla torinese Isolarchitett i. Soddisfatto Alain Elkann: «Il progetto di valorizzazione delle collezioni accenderà un faro di luce non solo sul museo ma sulla città di Torino e, come ci auguriamo, sulle eccellenze dell'intero Piemonte. Del resto, compito dei musei è creare sinergie positive, sviluppando il turismo culturale e procurando indotto. Il progetto nella sua interezza sta funzionando benissimo e ogni sua singola parte, azionisti, comitato scientifico, direzione, è in piena sintonia con tutte le altre». Dando un'occhiata al rendering del progetto si può già immaginare cosa si vedrà nel 2011 quando gli scavi nel cortile del Palazzo dell'Accademia delle Scienze avranno dato vita a due piani sotterranei, visibili anche dall'esterno grazie a una copertura con parti di vetro trasparente. Là sotto, nel grande ipogeo, saranno ospitati i depositi e la biblioteca ma, soprattutto, il ventre del museo, un luogo di accoglienza polifunzionale da dove i visitatori defluiranno nelle sale espositive. E dall'ipogeo, nel 2013, le scale mobili dello scenografo Dante Ferretti simboleggianti il corso del Nilo, condurranno i visitatori direttamente al secondo piano, da dove si sposterà la Pinacoteca Sabauda per approdare a Palazzo Reale, e da dove avrà inizio la visita in un percorso discensionale. Oggi più che mai la celebre frase «La strada per Menfi e Tebe passa per Torino» pronunciata dal grande egittologo Jean Francois Champoillon subito dopo la fondazione del museo sembra aver preconizzato il futuro.
TORINO - MUSEO EGIZIO. Cresce il regno dei Faraoni
Il Museo Egizio di Torino sta per subire una radicale operazione di rinnovamento. La struttura, fondata nel 1824, sta per essere ampliata e ristrutturata per creare spazi espositivi raddoppiati. Il progetto, iniziato nel 2013, prevede la creazione di due piani sotterranei visibili dall'esterno, dove saranno ospitati i depositi e la biblioteca. Il museo sarà anche dotato di un percorso labirintico e di allestimenti scenografici per valorizzare le collezioni. La ristrutturazione non sarà solo logistica, ma anche culturale, con un approccio didattico più articolato.
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