L'ultimo proprietario ha ceduto le preziose carte per 150 milioni di euro,ma il ministero non vuole che escano dall'Italia ROMA. L'Archivio Vasari è stato pignorato da Equitalia, società di ricossione del fisco, per debiti da parte degli eredi del proprietario della collezione nei confronti dell'erario. La Soprintenza archivistica della Toscana - secondo fonti qualificate - è stata nominata nel frattempo custode del bene. La situazione - assicura il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi - è seguita con «grande attenzione» visto che la vicenda della presunta vendita dell'Archivio ha risvolti che «non sempre hanno la necessaria trasparenza nei confronti di un patrimonio culturale di indiscusso rilievo, legato da un indissolubile vincolo alla città di Arezzo». Bondi ha confermato inoltre che la Procura della Repubblica di Roma e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale «stanno procedendo nelle proprie indagini, mentre sta per essere conclusa l'ispezione all'Archivio per verificare l'aggiornamento e la congruità dell'inventario, lo stato di conservazione dei beni e delle carte facenti parte del fondo e il rispetto effettivo del vincolo pertinenziale che ne determina l'inamovibilità dal luogo in cui sono attualmente depositate». «Il pignoramento è un elemento che, in qualche modo, garantisce ancora di più il bene, perché lo sottrae alla volontà dei proprietari» ha detto Diana Toccafondi, soprintendente archivistico per la Toscana. «Custode del bene - spiega Toccafondi - è stato nominato un dipendente del ministero, cioè il custode di casa Vasari, il luogo in cui è conservato e vincolato l'archivio». Lultimo proprietario dei beni della casa, Giovanni Festari, appena deceduto, ha venduto larchivio del pittore e scrittore custodito in un armadio chiuso a chiave dellabitazione per lastronomica cifra di 150 milioni di euro. Ad acquistarlo il russo Vasily Stepanov come rappresentante legale della società moscovita Ross engineering, di cui si sa poco. Una vendita però subito contestata perché i documenti non possono lasciare l'Italia. L'Archivio, mai mostrato al grande pubblico, è prezioso per le lettere autografe di Michelangelo e la corrispondenza che Giorgio Vasari (1511-1574), padre della storia dell'Arte italiana, ha intessuto con papi e principi dell'epoca.
Equitalia pignora l'Archivio Vasari e fa saltare la contestata vendita ai russi
Il ministero dei Beni culturali ha assunto la custodia dell'Archivio Vasari, dopo che il pignoramento da parte di Equitalia ha reso impossibile la vendita del bene. La Procura della Repubblica di Roma e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale stanno procedendo con le indagini. Il pignoramento garantisce il bene, poiché lo sottrae alla volontà dei proprietari. Il custode del bene è stato nominato un dipendente del ministero. La vendita dell'archivio è stata contestata perché i documenti non possono lasciare l'Italia. L'Archivio è prezioso per le lettere autografe di Michelangelo e la corrispondenza di Giorgio Vasari.
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