La Soprintendenza ha ripreso le indagini nella Cattedrale, proseguono anche i lavori per la pavimentazione. Saranno portati alla luce tutti i reperti più importanti. Prima di Natale sarà ultimata anche la facciata... E' da poco più di una settimana che gli archeologi hanno ricominciato a frequentare assiduamente il Duomo di Benevento. La Soprintendenza ha, infatti, riavviato le indagini necessarie per ultimare gli scavi che, come più volte sottolineato dagli addetti ai lavori, erano stati abbandonati quando c'era ancora da indagare un altro buon 20 per cento. Ora, con il ritorno degli archeologi e della loro opera, anche quest'altra porzione dell'area di scavo individuata, sarà indagata. I relativi reperti che verranno alla luce saranno di conseguenza messi in sicurezza. Il tutto verrà poi riunito ed esposto al pubblico. Per fare ciò bisognerà però attendere che il percorso archeologico sotterraneo progettato da Curia e Comune sia ultimato. Gli archeologi, infatti, non sono gli unici a lavorare alacremente nella Chiesa beneventana dedicata all'Assunta. A far compagnia alla Soprintendenza ci anche gli operai della ditta che è stata incaricata di ristrutturare l'intero edificio: facciata esterna e realizzazione del pavimento galleggiante, sotto il quale i reperti archeologici continueranno a vivere per i visitatori. Buone notizie giungono anche in merito ai tempi di esecuzione: sia gli operai della ditta che gli archeologi, sembrano aver preso un ottimo ritmo. Il piede pigiato sull'acceleratore consentirà, infatti, di ultimare a breve, forse già prima di Natale, la ristrutturazione della facciata dell'edificio. Contestualmente procedono a passi spediti anche i lavori all'interno del Duomo, dove la stessa ditta incaricata del rifacimento esterno, sta operando da mesi per realizzare il pavimento galleggiante progettato per soddisfare sia le esigenze della Curia che quelle della Soprintendenza. Fra poco più di un anno, infatti, la fine dei lavori è prevista ad un anno e mezzo dal suo inizio che risale a luglio scorso la Cattedrale potrà essere riaperta al Culto e poco dopo, una volta terminato il percorso archeologico sotterraneo, anche gli scavi potranno essere fruibili. Attualmente sono già stati collocati i necessari pilastri sui quali poggerà la struttura e in questi giorni si sta procedendo a posizionare l'intelaiatura fatta di lamiere sulla quale sarà riversata la colata di cemento. Quest'ultima, a sua volta, costituirà la base per la pavimentazione. Inoltre gli operai in questi mesi hanno anche provveduto a sistemare il tetto ed i terrazzi. Lo stesso ritmo serrato accompagna anche i lavori strettamente archeologici. La Soprintendenza lavora, infatti, alacremente dal mattino alle 7 fino a sera, sabato incluso. Infine c'è anche la sistemazione di uno degli arredi più importanti del Duomo: l'organo che fu posizionato nella Cattedrale nel 66, un anno dopo l'inaugurazione della stessa Chiesa. L'antico e prezioso strumento, costituito da ben 3mila canne e molto simile a quello della Basilica della Madonna delle Grazie, è ora a Cuvio, nel Varese, dove la ditta Mascioni lo sistemerà in tempo per la riapertura al culto del Duomo.