Pianificate le opere per interrompere il degrado. L'intervento era stato bloccato dai limiti di bilancio Il castello "malato" sta per ricevere le prime cure. Saranno montate entro fine dicembre, con due anni di ritardo rispetto alle previsioni del Comune, le impalcature del cantiere che dovrà riportare all'antico splendore le torri e la cinta del maniero, simbolo della città. Risale al 27 novembre 2007 la delibera con cui Elio Faillaci, commissario prefettizio, approvò il progetto preliminare e definitivo per la prima fase dei restauri, dell'importo di 500 mila euro. I lavori, previsti nel 2008, non sono ancora partiti, a causa delle difficoltà economiche del Comune, per il rispetto del "patto di stabilità", che vincola entrate e uscite del bilancio. Ora il risanamento è prossimo all'avvio. La giunta ha approvato il piano esecutivo e, entro un mese, si saprà il nome della ditta che avrà il compito di ripristinare il castello. Sui restauri del monumento non si poteva più tergiversare. Lo ha ammesso, nero su bianco, l'ufficio tecnico comunale, nella relazione che accompagna il progetto. «L'intervento riguarderà in particolare tutte quelle opere che si rendono necessarie per interrompere il degrado della cinta», ha scritto l'architetto Antonio Benedetti, progettista comunale, «infatti, nel corso del tempo, quasi tutta la muratura ha subito gli attacchi degli agenti atmosferici, delle piante infestanti, di muschi, di fauna "invasiva" come colombi e storni, della "sedimentazione" di operazioni e lavorazioni, non consone allo stato e all'età del castello». Per avere certezza delle condizioni in cui versa il castello basta dare un'occhiata, in particolare al lato nord, esposto al freddo e all'umidità. Nella prima fase, il ripristino sarà concentrato sul tratto di cinta e sulla torre d'angolo del lato nord-ovest. In pratica sulla parte a destra dell'entrata principale del castello, quella che si affaccia su corso Vittorio Emanuele. L'area, da qualche anno, è transennata, per evitare che pezzi di muratura finiscano sulla testa dei passanti. Prima di avviare i lavori, i tecnici hanno compiuto un'indagine sulla struttura. Hanno analizzato malte, intonaci, la patina che si è depositata sulla struttura e la muratura in generale. L'intervento dei restauratori sarà articolato in più fasi. Oltre all'eliminazione delle piante infestanti, si procederà con la pulitura a secco della cinta. L'operazione richiederà accuratezza e precisione, tanto che, tra gli attrezzi, verranno utilizzati anche bisturi, spatoline flessibili e microscalpelli. Saranno sistemati e consolidati i merli e i parapetti. Il piano, e non poteva essere altrimenti, è già stato autorizzato dalla Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici di Verona, che avrà il compito della supervisione. Le fasi successive saranno estese anche al resto del Castello, per una spesa complessiva di otto milioni di euro, suddivisi in più anni. «La prima parte dei lavori durerà dieci mesi», spiega Francesco Arduini, assessore ai lavori pubblici, «poi si procederà con la seconda, che è ancora allo studio. Interesserà la parte a sinistra, osservando la facciata da corso Vittorio Emanuele. Il primo stralcio diventerà un "cantiere pilota" per le sezioni successive. Le tecniche adottate saranno le stesse anche nel caso in cui dovessero subentrare ditte diverse». Il cantiere non impedirà ai cittadini di accedere al cortile interno del maniero. «L'area dove verrà effettuato l'intervento sarà delimitata», aggiunge Arduini, «e la parte che resta rimarrà libera».