C'erano una mostra permanente a Cerda e tanti libri pieni di foto. Mancava, però, un museo che potesse raccogliere cimeli e oggetti storici, immagini e curiosità della corsa automobilistica più antica d'Europa. Per riannodare gli innumerevoli fili di 87 edizioni, a Collesano nasce domenica il museo della Targa Florio realizzato dall'amministrazione comunale con la collaborazione di piloti del passato. Sono 250 metri quadrati, con cinque sale e una postazione multimediale, per ripercorrere in lungo e in largo la manifestazione. A COLLESANO circola una eggenda. Si racconta che Nino Vaccarella, il primo pilota siciliano che nel '65 vinse la Targa Florio guidando una Ferrari, tornò nella cittadina per partecipare alla cerimonia e ricevere la cittadinanza onoraria. Per caso incrociò la processione religiosa locale e alcuni appassionati fecero la loro scelta: interruppero la processione, posarono la statua della Madonna e portarono in trionfo il loro eroe. Qualcuno dice che non andò esattamente così, ma è un segno tangibile che ancora si tramanda del sacro fuoco che infiamma la cittadina madonita per la corsa su strada più antica del mondo. Per appagare la straordinaria passione degli abitanti di Collesano, ma anche per riannodare gli innumerevoli fili di quelle 87 edizioni che raccoglievano una media di 700 mila spettatori sparsi su tutto il percorso, nel centro montano è appena nato il museo della Targa Florio. Realizzato dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Rosario Rotondi, in collaborazione con l'Automobil club di Palermo e la fondazione Targa Florio che ha sede a Roma, il museo sarà ospitato in un ex convento vicino al Municipio. Sono 250 metri quadrati, con cinque sale e una postazione multimediale, per ripercorrere con foto inedite, immagini, oggetti e cimeli storici la manifestazione voluta da Vincenzo Florio nel 1906 fino alle edizioni degli anni Settanta. L'inaugurazione è fissata per domenica alle 16, poi il museo sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19, pagando un biglietto di 2 euro. Per informazioni è possibile telefonare allo 0921 661157. All'inaugurazione parteciperanno tanti campioni del passato, protagonisti vincitori e meccanici di diverse edizioni. Tra questi, Sandro Munari, quattro volte campione del mondo rally, Carlo Mario Abbate, vincitore nel '63, due donne pilota come Maria Teresa De Filippis, la prima donna in Formula Uno e Rosadele Facetti, che partecipò nel '68, e ancora il fratello pilota Carlo Facerti; parenti di illustri corridori deceduti, come Margot Maglieli, figlia di Umberto, Isabella Taruffi, moglie di Piero, Margherita Riccardelli, la moglie di Lorenzo Bandirli e ancora meccanici storici come Giulio Borsani ed Ener Vecchi. «E' un'apertura che ha un doppio valore dice il sindaco Rosario Rotondi quella di recuperare la memoria di un evento non solo sportivo ma anche culturale e quella di incrementare l'aspetto turistico di questa incredibile festa di popolo che richiama nel nostro territorio tanti visitatori e appassionati». L'apertura del museo di Collesano è il frutto del lavoro congiunto del Comitato di gestione, di cui fanno parte Nino Vaccarella, il vincitore siciliano di tre edizioni che avrà il ruolo di presidente onorario, Tullio Lauria che guida l'Aci di Palermo, Giacinto Gargano, il collesanese nominato Conservatore del sito e il consulente storico Salvatore Requirez. Grande attesa, dunque, per il museo che si candida a diventare la prima istituzione pubblica intitolata alla Targa Florio, l'unica nata sotto l'egida dell'Aci, titolare del marchio della manifestazione, e ben diversa dalla mostra permanente allestita a Cerda, con oggetti e pubblicazioni private. Ma quali cimeli ospiterà il Museo? «Fotografie, innanzitutto racconta Requirez, che è anche autore di due volumi editi da Flaccovio sulla Targa Florio una selezione delle più belle immagini scovate nelle collezioni private dei fotoreporter più prestigiosi. Il nucleo più importante viene dagli archivi fotografici palermitani: lo studio di Dame Cappellani, che lavorava tra le due guerre, per concessione del figlio Giuseppe, e poi di Labrazzo, le foto di Nicola Scafidi e Publifoto degli anni Settanta», ce ne saranno in mostra 170, formato 30 x 40 in bianco e nero e su carta lucida, con didascalie in tre lingue, ma poi, via via ne saranno esposte un migliaio. «Abbiamo individuato un itinerario storico attraverso le fotografie, relative a sette percorsi diversi che ospitarono la corsa, in altrettanti periodi: così le immagini raccontano i tre tracciati sulle Madonie, le quattro edizioni del circuito dì Palermo, i due percorsi del Giro di Sicilia e quello dei nostri giorni, mescolandole alle gesta dei piloti e alla storia delle grandi case automobilistiche, Ferrari, Lancia, Fiat, Mercedes, Alfa Romeo, Ford, Bugatti, Maserati». La Fondazione targa Florio, invece, ha consegnato al Museo un quadro contenente la targa d'oro con pitture su smalto disegnata da Lalique per la prima edizione del 1906, ma anche quella della corsa del 1921. E poi il volume "Rapiditas' del '29 '30, l'elegante album in quadricomia goauche che accompagnava la manifestazione, affidato a grandi designer e la carta di riconoscimento numero 22802 per la riduzione ferroviaria del 50 per cento in occasione della "Primavera siciliana". Gli oggetti sono un tuffo nel vissuto delle gare. Caschi, guanti, tute dei piloti faranno mostra di sé, come quelli di Lodovico Scarfiotti, protagonista di diverse edizioni della Targa e pilota ufficiale della Ferrari, il casco di Ignazio Giunti, protagonista di una memorabile edizione in coppia con Vaccarella, e quello dell'inglese Vie Elford, che nel '68 vinse con la Porsche. E non potevano mancare tuta, guanti e casco di Nino Vaccarella, vincitore nel '65 con Lorenzo Bandini su Ferrari, nel 71 con l'olandese Toine Heze-mans (Alfa romeo) e nel '75 con Arturo Merzario, ancora con l'Alfa Romeo. Coppe e cimeli vengono dall'Automobil club di Palermo. «Prima gli appassionati tornavano su un tratto del percorso delle Madonie e provavano a rievocare quell'atmosfera magica dice Tullio Lauria, presidente dell'Aci di Palermo ora c'è un luogo deputato per farlo, anche per questo dietro l'apertura del Museo c'è il nostro input». L'anno scorso, tra l'altro, la Regione ha riconosciuto la Targa Florio come "patrimonio storico e culturale dell'isola" con un apposito articolo di legge e ha dato all'Aci un grosso contributo per i festeggiamenti del centenario che sarà festeggiato nel 2006. Perché se il prossimo appuntamento sarà l'edizione numero 88, valida per il Campionato italiano rally e per la Coppa d'Europa centro sud, dal 18 al 20 novembre, l'evento principe è il centenario della corsa più antica del mondo. «Saranno quindici giorni di celebrazioni annuncia Lauria con una festa d'apertura in costume al parco partenze di Palermo, probabilmente tra piazza Politeama e piazza Massimo che tufferà la città in piena atmosfera d'inizio Novecento. Rievocheremo i fasti del passato, e ripristineremo i vecchi tracciati di quando le strade erano sterrate. Collesano, le tribune di Cerda donate da Vincenzo Florio, e i paesi limitrofi saranno protagonisti di un'edizione che getterà un ponte tra quelle indimenticabili edizioni "storiche" e il futuro della Targa Florio».