SIGNOR ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani, da oltre 50 anni lo Statuto speciale attribuisce alla Regione Sicilia competenza esclusiva in materia di biblioteche, una particolarità che ha permesso alle biblioteche nazionali di passare dalla gestione statale a quella regionale. Purtroppo, però, nel 2004 le biblioteche siciliane sono in condizioni di abbandono ed oblio. Dal 1977 si aspetta dall'Assemblea regionale siciliana una legge, che disciplini funzioni e attività delle biblioteche. La Sicilia è rimasta l'unica regione italiana priva di regole in tale delicato settore. Oggi il Servizio Bibliotecario Regionale prevede la cooperazione delle biblioteche e una qualificata offerta di servizi sul territorio, ma ancora non riesce a decollare. Gli stessi collegamenti con il Servizio Bibliotecario Nazionale sono interrotti da oltre un anno: è come fare un salto all'indietro nel tempo, le biblioteche regionali di Palermo, Messina, Catania ed Agrigento sono isolate, non più inserite in una rete che le colleghi fra loro e col mondo esterno. I danni che subiscono nel loro funzionamento ricadono sui cittadini, gli studi, la ricerca: non solo in Sicilia, ma anche nella comunità nazionale e internazionale. A Palermo la Biblioteca centrale della Regione un istituto storico fra i più prestigiosi d'Italiaper più di due anni ha subito orari dimezzati. Dal 26 marzo scorso un semplice avviso comunica che, per motivi di sicurezza, il servizio di distribuzione e prestito è sospeso a tempo indeterminato. Da allora i depositi della biblioteca sono inaccessibili. In Sicilia sta avvenendo la progressiva cancellazione del servizio bibliotecario pubblico, ma le proteste, le denunce e le richieste di chiarimento indirizzate agli organi regionali non hanno sortito alcun risultato. Tutto ciò è ormai intollerabile. La presenza e il buon funzionamento delle biblioteche pubbliche sono premessa essenziale per lo sviluppo e la circolazione della cultura, e per l'esercizio di quei diritti di accesso all'informazione che caratterizzano una moderna società democratica. Di fronte all'inerzia e alle ripetute inadempienze della Regione abbiamo quindi deciso di rivolgerci a lei, signor ministro, perché vengano attivate delle iniziative anche sostitutive delle competenze regionali. L'articolo 9 della nostra Costituzione recita: "l'Italia promuove lo sviluppo della cultura...". Noi chiediamo che anche in Sicilia questa dichiarazioneinscritta tra i "principi fondamentali" della nostra comunità resti valida. Che l'accesso pubblico alla conoscenza e all'informazione, il diritto alla ricerca e allo studio non siano ridotti a vuota espressione retorica. PER sottoscrivere l'appello promosso dagli intellettuali basta inviare un'e-mail all'indirizzo appellobibliosiciliatiscali.it, specificando la "campagna" a cui si aderisce. Poi scrivendo nome, cognome, professione o organismo di appartenenza e città. Se la firma è per l'adesione di un soggetto collettivo (istituti, associazioni) occorre specificare l'Ente e le generalità del portavoce.
La Biblioteca regionale fantasma. Sos degli intellettuali al ministro
Il Servizio Bibliotecario Regionale della Sicilia è in crisi. Le biblioteche regionali sono in condizioni di abbandono e oblio, e non hanno regole che le disciplinino. Il Servizio Bibliotecario Regionale prevede la cooperazione delle biblioteche e una offerta di servizi, ma non riesce a decollare. I collegamenti con il Servizio Bibliotecario Nazionale sono stati interrotti da oltre un anno. I cittadini, gli studi e la ricerca subiscono danni nel funzionamento delle biblioteche. A Palermo, la Biblioteca centrale della Regione ha subito orari dimezzati e i depositi sono inaccessibili. Le proteste e le richieste di chiarimento non hanno sortito alcun risultato.
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