Come spesso accade, la sorpresa arriva alla fine, tra una spiegazione e l'altra, nelle pieghe di un discorso. «Queste Sale dei Pianeti di Palazzo Pitti - dice un restauratore - formavano una sorta di livelli d'accoglienza. C'era chi veniva accolto, e si fermava, alla Sala di Venere; c'era chi veniva ammesso alla Sala di Apollo e di Marte; e chi, invece, veniva ammesso al cospetto del Granduca, al livello massimo, nella Sala di Giove, o Sala del Trono». In epoca medicea perfino l'architettura e l'arte si piegavano alle stratificazioni sociali (e politiche) del Granducato. E questa non può essere che una chiave di lettura in più dell'avvenuto restauro della Sala di Marte (nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti) presentato ieri. Con questo intento - che ha visto protagonisti assoluti i restauratori dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze - si è completata la terza delle 5 sale del cosiddetto ciclo dei Pianeti, capolavoro assoluto del Barocco italiano e del suo principale esponente, Pietro da Cortona. La volta affrescata e gli stucchi dorati avevano bisogno di un urgente intervento di restauro e così ben 12 anni fa è iniziato questo intervento alla prima delle 3 sale, La conclusione del restauro della terza sala non è che una tappa del grande intervento che porterà al recupero dell'intero ciclo, anche se non si sa quando questo potrà avvenire. Come hanno sottolineato le due soprintendenti Acidini (del Polo Museale Fiorentino) e Lapi Ballerini (dell'Opificio delle Pietre Dure), per poter dare inizio al restauro della quarta sala occorrerà trovare delle risorse per pagare non tanto il lavoro dei restauratori (perché verranno utilizzati quelli dell'Opificio) quanto per le indagini diagnostiche (senza le quali ormai è impensabile ogni tipo di intenento) e per il ponteggio (anch'esso costosissimo perché dovrà restare montato per anni). Fino al mese di dicembre il ponteggio della sala di Marte resterà montato per dare modo agli studiosi di vedere da vicino gli affreschi di Pietro da Cortona, gli stucchi, le rifiniture etc..., poi verrà smontato e, come ha promesso il direttore del museo, Alessandro Cecchi, per le ferie natalizie e di fine anno, la sala tornerà ad essere completamente fruibile. L'ormai storicizzata sistemazione della quadreria della Galleria Palatina con i tanti dipinti che sembrano come «ammassati» nelle varie sale, ha sempre un po' distolto il visitatore dalle volte affrescate e dagli stucchi di da Cortona e di Ciro Ferri. Invece anche le pitture murali hanno il loro fascino e soprattutto quello della Sala di Marte appena restaurata (e vista da vicino) rivela particolari ricchi di fascino e conferma l'assoluta mancanza di separazioni tra una scena e l'altra, l'abbondante intervento di lamine d'oro non ché - prima del restauro - la necessità di troppe ridipinture che ne impedivano una corretta lettura, oltre a mettere in crisi la pellicola pittorica originale. «Questi affreschi - ha detto la soprintendente Lapi Ballerini - testimoniano il vento barocco che alitò su Firenze a metà del XVII secolo» così come queste genere di restauri è anche un'ottima occasione di studio e di approfondimento, giacché ancora non è certa la cronologia con cui vennero dipinte le varie sale. Allo stesso tempo, la soprintendente Acidini ha parlato di ottima occasione formativa per il personale di restauro, mentre il vicedirettore, Stefano Casciu, ha auspicato una bella mostra di disegni di Pietro da Cortona con cui sia possibile ricostruire l'iter artistico che portò alla realizzazione di queste pitture murali.
FIRENZE A.A.A. risorse cercasi....per restaurare gli affreschi
La Sala di Marte, la terza delle 5 sale del ciclo dei Pianeti al Palazzo Pitti, è stata restaurata dopo 12 anni di lavoro. Il restauro ha visto la partecipazione assoluta dei restauratori dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La sala, che rappresenta Marte, era stata oggetto di una serie di interventi di restauro, tra cui la ripulizia degli affreschi e la rimozione di ridipinture. Il restauro ha rivelato particolari ricchi di fascino e ha confermato l'assoluta mancanza di separazioni tra le scene. La sala sarà aperta al pubblico per le ferie natalizie e di fine anno, mentre il ponteggio sarà smontato e restituito al suo posto.
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