Danni ingenti, forse in alcuni casi anche irreversibili, per una cifra totale che supera i centomila euro. E quanto rimane alla città dopo i vandalismi attuati durante la manifestazione degli anarchici di sabato scorso a Trento. Un conto salato, frutto di una stima che sarà verificata nei prossimi giorni. Per ora si sa che l'importo comprende un centinaio di migliaia di euro per la cancellazione delle scritte ai palazzi, in gran parte storici, e il resto per la riparazione dei bancomat fatti esplodere (quello della Cassa rurale di via Belenzani) oppure coperti dalla vernice. Sopralluoghi e prime puliture sono in corso da ieri, sia da parte degli istituti bancari che della soprintendenza ai beni architettonici della Provincia e degli uffici comunali. Alcune cancellazioni sono già state effettuate: sono sparite ad esempio le scritte ingiuriose nei confronti del sindaco sulla facciata di Palazzo Geremia. Il totale di oltre 100.000 euro riguarda soprattutto il ripristino di facciate e portoni imbrattati dagli spray, per la maggior parte in edifici sotto tutela. Stabili di proprietà pubblica o privata (come nel caso della sede della Lega nord in via Torre Verte) presi di mira al passaggio del corteo nelle vie Oss Mazzurana, Manci, San Pietro, largo Carducci, piazza Venezia, via Clesio, Torre Verde, piazza Duomo. Colpita anche la via più prestigiosa del centro: in via Belenzani non sono stati risparmiati Palazzo Geremia e Palazzo Thun (sedi del Comune di Trento) e la sede del rettorato. «Direi che a spanne i danni ammontano a un centinaio di migliaia di euro» ha detto Tiziano Nerobutto, titolare assieme al fratello Francesco della Nerobutto di Grigno in Valsugana. L'azienda, 105 dipendenti e 6-7 milioni di euro di fatturato nel campo delle tinteggiature e restauri, è già al lavoro per conto di Comune e Università ed ha ricevuto richieste da parte di privati. La stima dell'imprenditore si riferisce «solo» al deturpamento degli edifici. «Capisco prosegue le scritte su container o sottopassi in cemento, ma rovinare gli edifici storici è ignoranza totale, anno colpito pure alcuni lavori che avevano appena concluso: il palazzo ex Enel e il bastione San Vigilio del Castello del Buonconsiglio». Per il Torrione, su cui è in corso il sopralluogo dei Beni culturali, Nerobutto stima «2.000 euro di danni». La gravità del danneggiamento dipende dal tipo di vernice utilizzata e dal materiale su cui viene applicata. «In qualche caso credo che purtroppo ci saranno danni irreversibili», dice l'imprenditore, secondo cui il mix peggiore è la vernice sintetica su pietra: «A volte, quando questo tipo di sostanza finisce su materiali porosi, non si riesce a cancellare il deturpamento». Il fratello Francesco scende nel dettaglio: «A seconda della scritta il ripristino può costare da 300 a 3.000 euro. Dipende dal tipo di vernice e soprattutto se la superficie è intonaco o pietra, ma anche se l'edificio è sotto tutela. In questo caso costa di più». Sulla quantificazione dei danni sono al lavoro sia i tecnici provinciali che i servizi comunali. I Beni architettonici hanno inviato due restauratori per quantificare i danni al Torrione del Buonconsiglio e un geometra per scattare le foto alle scritte su tutti i palazzi sotto tutela, sui quali l'ufficio è competente. Non ci sono ancora stime ufficiali sui costi dei vari ripristini. Il Comune fa sapere che un dato complessivo sarà reso pubblico nel fine settimana, Per quanto riguarda i bancomat, la Cassa rurale di Trento ha fatto sapere che lo sportello di via Belenzani è stato fatto esplodere con un grosso petardo o una bomba carta. E probabile che si debba procedere con la sostituzione, per un importo di 15.000. Danni meno gravi per l'altro sportello danneggiato, in via Manci, per il quale dovrebbero bastare circa 500 euro. E alla lista finale va aggiunta la sistemazione della Panda dei vigili urbani, completamente ricoperta dagli spray. Il mezzo è stato portato in officina.