Il ministro sostiene che il governo ha ripristinato le risorse per lo spettacolo. Il mondo dello spettacolo si infuria: «Lo dimostri» maricla tagliaferri Roma. Non esistono più quelle belle cerimonie rituali e un po' noiose di un tempo. Ormai si ascoltano i discorsi ufficiali per capire quali messaggi contengano e a chi sono diretti. Ieri, ad esempio, il presidente della Repubblica ha presenziato, in Quirinale, alla consegna dei premi "Vittorio De Sica" al cinema e quelli Eti al teatro, in una sala sovraffollata di nomi illustri. E subito dopo i saluti di Gian Luigi Rondi, presidente dell'Accademia delle arti che assegna dal '75 i De Sica, e quelli di Giuseppe Ferrazza, alla guida dell'Ente teatrale italiano, sono cominciate le velate schermaglie. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha orgogliosamente ricordato di essere riuscito a reintegrare i tagli statali allo spettacolo, grazie al sottosegretario Gianni Letta e «alla comprensione del governo», annunciando l'istituzione per il 27 marzo di una Giornata del Teatro, promettendo provvedimenti per gli enti lirici e nuove norme per incentivare gli investimenti dei privati. Ma subito è arrivato Massimo Ranieri che ha invocato qualcosa di più: «Una legge organica, come esiste in tutta Europa e che da noi manca da decenni, una legislazione che dia regole certe. A oggi nessun teatro d'Italia conosce l'entità dei fondi a disposizione per l'anno che sta per finire, perché le commissioni non si sono mai riunite per decidere». Una smentita alle parole di Bondi, salutata da un'ovazione, che s'è fatta ancora più sonora quando l'attore-cantante napoletano ha citato Garcia Lorca: «La cultura costa molto, ma l'incultura costa ancora di più». E più tardi Giovanna Melandri del Pd ha chiestoa Bondi: «Signor ministro, in quale sede e con quale provvedimento intende dare seguito alle sue parole, ripristinando le risorse?». L'eterea Giovanna Mezzogiorno s'è appellata ai fondamenti etici incarnati da Giorgio Napolitano per denunciare gli abusi di potere e il malcostume: «Troppo spesso si prediligono visibilità, vanità e nepotismo a scapito della professionalità. Ciascuno deve fare la sua parte per creare un sistema meritocratico che non penalizzi i giovani a vantaggio di una casta affermata. Per questo credo che i finanziamenti pubblici andrebbero dati alle opere prime, mentre oggi mi pare ci sia un eccessivo squilibrio a favore di chi già gode di una posizione di forza». Infine il Presidente, che è partito dall'anniversario della caduta del Muro di Berlino: «Spartiacque della storia europea e mondiale del ventesimo XX secolo». Inizio, cioè di un percorso verso i diritti alla libertà: «Diritti che, a cominciare dall'articolo 21 della nostra Costituzione sulla libertà d'espressione, sono principi di democrazia che vanno tenuti cari, preservati e vivificati ». Discorsi impegnativi, che hanno quasi oscurato la passerella dei premiati, da Antonio Albanese a Luca Argentero, da Claudio Bisio a Jasmine Trinca. Dai veterani Ilaria Occhini, Gabriele Ferzetti, il produttore Alfredo Bini e, alla memoria, a Mike Bongiorno, salutato da una standing ovation, ai campioni della risata Massimo Boldi e Neri Parenti, fino agli impegnati Marco Pontecorvo e Marco Risi, decorato per "Fortapàsc", definito da Rondi «la doverosa commemorazione della nobile figura del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra». E tanto per dire quanto la libertà d'espressione sia in pericolo, fra gli invitati c'era anche Giulio Cavalli, autore teatrale, regista e attore, ora impegnato con la carovana antimafia di Libera, l'associazione di don Ciotti, minacciato dalla mafia per il suo lavoro. Il presidente Napolitano s'è a lungo intrattenuto con lui, chiedendogli se è adeguatamente protetto e invitandolo a rivolgersi direttamente al Quirinale per qualunque problema. 10112009
Premi De Sica, gli attori smentiscono Bondi
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha annunciato di aver ripristinato le risorse per lo spettacolo, grazie al sottosegretario Gianni Letta e alla comprensione del governo. Ha promesso di istituire una Giornata del Teatro il 27 marzo e di provvedimenti per gli enti lirici. Tuttavia, Massimo Ranieri ha richiesto una legge organica per regolare la finanza teatrale, che non esiste in Italia da decenni. L'attore-cantante ha citato Garcia Lorca e ha sottolineato che la cultura costa molto, ma l'incultura costa ancora di più. Giovanna Melandri del Pd ha chiesto al ministro di dare seguito alle sue parole e di ripristinare le risorse.
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