Approvato lo strumento edilizio regionale, ma con una serie di limitazioni Martelletto: «Abbiamo optato per la protezione di alcuni luoghi facendo prevalere il buon senso» Dal Dosso: «Mancato confronto» Seppure con una serie di limitazioni e modalità applicative da rispettare, il Consiglio comunale di Colognola, con l'astensione della minoranza, ha detto sì all'attuazione del Piano casa. «Si tratta di una legge più economica che urbanistica, abbastanza permissiva tanto che il suo impiego necessita di essere regolamentato», ha esordito il sindaco Alberto Martelletto, «perchè è chiaro che costruire in una zona collinare da tutelare come la nostra, non è la stessa cosa che farlo in altre parti. Per questo, a differenza di altri comuni che hanno accettato la legge così com'è, abbiamo stilato un documento che pone dei limiti, optando per la protezione di alcuni luoghi e facendo prevalere il buon senso». A illustrare le restrizioni imposte dal Comune alla legge 14 (che consente l'ampliamento del volume residenziale fino al 20 per cento e del 40 per cento delle superfici con altra destinazione d'uso e di un ulteriore 10 per cento se si impiegano tecnologie che prevedono fonti di energia rinnovabile), è intervenuto l'architetto Valentino Gomitolo, già curatore del Pati. «L'Amministrazione comunale intende tutelare la specificità del territorio», ha spiegato il tecnico, dopo aver precisato che la prima casa è soggetta solo alle limitazioni previste dalla Regione. «Il Piano casa non sarà applicato a tutta la zona collinare, in buona parte coincidente con la frazione di Monte, perché presenta caratteristiche paesaggistiche e ambientali particolari; l'esclusione investe anche le corti rurali. Anche le ville venete non saranno toccate da questa legge, come pure gli edifici significativi già vincolati e individuati dal Prg. Per quanto concerne gli ambiti degradati relativi a più edifici, è previsto un piano unitario di riqualificazione. La legge non interesserà neppure gli edifici che vanno demoliti e riconvertiti né le zone con un sistema naturalistico delicato, come lungo il torrente Illasi». L'operatività della legge 14 in paese, deve rispettare anche una serie di modalità: «Tutti gli interventi necessitano di una certificazione derivata da un'istruttoria della commissione edilizia», ha fatto presente Gomitolo, «e il calcolo di volumi e superfici sarà fatto in base alle norme del Prg e nel rispetto dei limiti dei confini e delle strade che altrimenti potrebbero generare contenziosi tra i cittadini. Tutti gli interventi, per i quali sarà obbligatoria la relazione geologica in base alla tipologia, devono sottostare alle normative, tra cui quella l'antisismica». Sul documento, ritenuto dal sindaco «molto equilibrato e rispettoso del territorio», il gruppo di minoranza, dopo aver chiesto delucidazioni, ha preferito astenersi: «Sarebbe stato auspicabile arrivare a una deliberazione condivisa», ha dichiarato Maria Dal Dosso, «ma noi avremmo ritenuto opportuno un incontro preliminare tra i tecnici e le parti politiche. Auspichiamo che questo piano casa venga applicato nello spirito della legge, senza speculazioni». Un auspicio condiviso anche da Martelletto, convinto, però, che «gli effetti di questa legge li vedremo solo alla fine».