Chiti si difende: "Non cera scelta oggi rifarei quello che ho fatto" "Ai politici spetta prendere decisioni: noi potevamo solo accettare o rifiutare in blocco" "Sono tranquillo perché so che ho svolto con coscienza il mio compito" SIMONA POLI «Ai politici spetta fare scelte e le scelte della Regione sullAlta velocità potevano essere solo due: accettarla o rifiutarla in blocco. La Toscana a suo tempo ha detto sì ad unopera vitale per lo sviluppo di tutto il paese e se tornassi indietro rifarei quello che ho fatto, lo dico oggi con convinzione e serenità». Vannino Chiti, oggi numero due del Senato, è stato presidente della giunta regionale dal 1992 al 2000, durante i suoi mandati prese corpo il progetto della Tav e fu chiusa la Conferenza dei servizi che allunanimità (comera obbligatorio, secondo la legge allora vigente) approvò il tracciato dei supertreni nel Mugello, in gran parte scavato in galleria nella pancia dellAppennino. Non gli ha fatto certo piacere ricevere dalla procura della Corte dei Conti linvito a comparire in relazione ad un danno erariale di 741 milioni di euro per lintercettazione delle falde acquifere durante la realizzazione del tunnel. «Sono stupito e amareggiato», si sfoga Chiti. «Nel processo penale sullAlta velocità in Mugello la Regione è stata considerata parte lesa, le ditte sono obbligate a risarcirle 50 milioni. Comè possibile che chi è danneggiato sia al tempo stesso danneggiatore? Sono tranquillo perché so che ho svolto con coscienza il mio compito, con rigore e trasparenza. Ma ricordo che lAlta velocità è unopera nazionale ed europea, è lo Stato centrale che decide e lunica valutazione dimpatto ambientale lha data il ministero dellAmbiente. Perché chiamare in causa la Regione, allora? Siamo stati proprio noi, primi in Italia, a chiedere che venisse creato un Osservatorio ambientale che vigilasse sullo svolgimento dei lavori e grazie al lavoro dellArpat e di quellOsservatorio i danni sono stati segnalati con tempestività. Nel 2000 i cantieri della Tav sono stati sequestrati, la Regione ha sempre controllato e garantito la sicurezza nei cantieri, lUnione europea ci ha assegnato un riconoscimento speciale per questo, il Mugello ha fatto scuola dal punto di vista della tutela del lavoro». Accanto a Chiti è seduto il presidente della Toscana Claudio Martini, dal 95 al 2000 assessore alla Sanità e, in quanto tale, raggiunto dallo stesso invito a dedurre della Corte dei Conti come tutti gli ex assessori di Chiti presenti alle sedute in cui sono state votate delibere sulla Tav, i consiglieri regionali delle commissioni Ambiente, i dirigenti dellUrbanistica e i componenti della commissione nazionale di Valutazione dimpatto ambientale. «Abbiamo voluto noi per primi diffondere la notizia», spiega Martini, «per non sollevare polveroni e per evitare strumentalizzazioni politiche o confusioni con altre inchieste in corso. Qui non esiste nessun rilievo penale e neppure etico, si tratta di una questione erariale. Eppure proprio la settimana scorsa abbiamo diffidato ufficialmente lamministrazione statale perché dal 2007 lOsservatorio non è più stato finanziato».