PRIMO LEVI, UN CENTRO STUDI E LA TRADUZIONE IN ARABO "Se questo è un uomo" diffuso nella lingua del Corano e in farsi, insieme ad Anna Frank, Shlomo Venezia e vari altri testi, da un sito che vuol combattere il negazionismo na delle ultime traduzioni di Se questo è un uomo è in arabo. A curarla e a metterla in rete è stata lassociazione di scrittori, diplomatici e intellettuali "Projet Aladin", che ha promosso un sito di divulgazione e una biblioteca anche nella lingua del Corano e in farsi con vari testi sulla Shoah, tra cui, oltre a Levi, Il diario di Anna Frank e Sondercommando di Shlomo Venezia: ad avere la coraggiosa idea è stato Abraham Radkin, capo della britannica Human Rights Foundation, che ha coinvolto molti altri nel progetto, dal presidente del Senegal Abdoulaye Wade alla principessa del Bahrain Haya al-Khalifa, allex capo di stato francese Jacques Chirac, Gerhard Schroeder e lUnesco. Oltre alla valenza culturale e a suo modo politica delliniziativa, tesa a contrastare nelluniverso islamico il diffuso negazionismo, come sottolinea Amos Luzzatto, già presidente dellUnione delle Comunità ebraiche, la pubblicazione online del libro, dato alle stampe da una piccola casa editrice torinese nel 1947, è unulteriore conferma della modernità e del valore di Primo Levi, uno dei narratori italiani più letti nel mondo. Per raccogliere le edizioni delle sue opere, le numerose traduzioni (più di 800, in 30 lingue), la bibliografia critica e ogni altra documentazione sulla sua figura, compreso un ricco sito Internet e in prospettiva la possibile acquisizione del suo archivio, è stato creato a Torino, la città dove nacque, un Centro studi internazionali a lui dedicato. Ospitato in uno dei palazzi dei Quartieri militari progettati da Filippo Juvarra, lorganismo è presieduto da Luzzatto ed è diretto dallo storico Fabio Levi (soltanto omonimo dello scrittore). Entra ora nel vivo delle attività, peraltro nellanno in cui cade il novantesimo anniversario della nascita dellautore de I sommersi e i salvati, che morì nel 1987. I soci fondatori sono la Regione. il Comune e la Provincia, la Compagnia di San Paolo, la Comunità ebraica, la Fondazione per il libro, la musica e la cultura, i figli di Primo Levi. Tra i componenti del consiglio direttivo ci sono Bianca Guidetti Serra ed Ernesto Ferrero. Il centro studi, come spiegano i promotori, "punta a diventare linterlocutore di riferimento in Italia e allestero per chi intende approfondire la conoscenza dello scrittore torinese". Tutto ciò è reso possibile dal fondo bibliografico di circa 2 mila titoli, usciti dal 1947 in avanti, in italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo, che è già consultabile presso la biblioteca dellIstituto storico della Resistenza di Torino. Sul sito del centro, quindi, si può accedere alla bibliografia online, che raccoglie le diverse edizioni italiane dei suoi volumi, i riferimenti a quelle straniere e una descrizione analitica del patrimonio di testi critici finora censito. È stata realizzata da Domenico Scarpa e da Maurizio Vivarelli. Primo Levi fu un romanziere, un poeta, un saggista, un chimico (lavorò per anni alla fabbrica Siva di Settimo Torinese), un intellettuale dai molteplici interessi. Sempre pronto a ragionare, soprattutto con i giovani, sulla sterminio degli ebrei e degli altri deportati, sui mali, sui vizi e sui drammi del nostro tempo. E fu ovviamente un testimone deccezione dellOlocausto, così come uno dei pochi sopravvissuti, dunque un "fortunato". Ma un uomo che scampò allinferno dei lager nazisti, poteva definirsi tale? Levi meditò a lungo su questo tema, indagando lintreccio di casualità e di sistematicità, di "normale" burocrazia e di pianificazione degli eccidi, presente nella Shoah. Un argomento centrale nel suo pensiero, in sostanza, che oggi verrà affrontato da Robert Gordon, docente di Letteratura italiana a Cambridge, nel corso della prima "Lezione Levi". Lo studioso inglese parlerà pertanto sul "ruolo e sul significato del concetto di "fortuna" o di "casualità" nellopera di Levi, che ne fu perennemente affascinato e preoccupato". La lezione si terrà ogni anno alla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dellUniversità torinese, dove Levi riuscì a laurearsi, nonostante i diktat delle legge razziali, allinizio degli anni Quaranta. Ogni appuntamento sarà incentrato ovviamente su aspetti diversi della sua vita e della sua attività; la lezione verrà poi pubblicata dallEinaudi, la casa editrice di tutti i suoi libri che tuttavia, nel dopoguerra, rifiutò allinizio la pubblicazione del manoscritto di Se questo è un uomo, edito invece da De Silva.
TORINO - Nasce un istituto internazionale dedicato allo scrittore Primo Levi
Il Centro Studi Primo Levi, istituito a Torino, è un centro di ricerca e studio dedicato all'opera e alla vita di Primo Levi, scrittore e intellettuale italiano. Il centro è stato fondato da Abraham Radkin, capo della Human Rights Foundation, e ha coinvolto molti altri, tra cui il presidente del Senegal Abdoulaye Wade e il capo di stato francese Jacques Chirac. Il centro è stato creato per promuovere la conoscenza e la divulgazione dell'opera di Levi, che è stata tradotta in più di 30 lingue e ha più di 800 edizioni. Il centro offre una biblioteca online con le opere di Levi, la critica e la documentazione sulla sua vita e sulla sua opera.
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