Al Quirinale per la cerimonia dei De Sica protesta sui fondi Gli artisti di cinema e teatro lamentano ritardi e logiche poco trasparenti sui finanziamenti Annunciati gli Stati Generali ROMA un lungo applauso insistito, alla cerimonia dei premi De Sica al Quirinale, esplode quando Massimo Ranieri, conclude lintervento a nome del teatro ricordando che «oggi, 9 novembre, nessuno conosce lentità dei finanziamenti». Lapplauso si ripete con la stessa intensità alle parole di Giovanna Mezzogiorno, che a nome del cinema - un ambiente in cui «ci sono professionisti di grande valore, gente disposta a sacrifici pur di raggiungere risultati di qualità. Ma troppo spesso si prediligono visibilità, vanità, nepotismo a scapito della professionalità e di una seria preparazione» - sottolinea che «i finanziamenti pubblici andrebbero dati, in una logica di trasparenza, alle opere prime. Io stessa ho partecipato a film, piccoli e grandi, finanziati dallo Stato. Ma ritengo che oggi ci sia un eccessivo squilibrio a favore di chi già gode, anche se per meriti, di una posizione di forza e a detrimento delle nuove generazioni». Applaude anche il ministro Bondi, ma si vede che non è contento, anche perché poco prima, aveva ricordato trionfalmente che la promessa del ripristino del fondo per lo spettacolo, fatta il 9 maggio al Quirinale, era stata mantenuta, e aveva annunciato per i primi giorni dellanno prossimo gli Stati generali della cultura e per il 27 maggio 2010 la giornata del teatro. Un intervento genere "tutto bene", senza nessun accenno alla crisi e al disagio delle categorie denunciato dai due attori. Non dovrebbe aver fatto piacere, al ministro, neanche il discorso del presidente Napolitano che elogia proprio Ranieri e la Mezzogiorno e ancora una volta ricorda che «cinema, teatro, musica, arte sono parte essenziale dellimmagine dellItalia allestero» e ricorda con particolare gratitudine «che è cresciuta lattenzione per la storia e per la realtà complessa della nostra società. Ne abbiamo bisogno, io come tutti gli italiani». Laffetto con cui stringe le mani dei premiati, introdotti da Gian Luigi Rondi, restituisce latmosfera di festa alla cerimonia. Al termine, il presidente si intrattiene con gli ospiti, con un incoraggiamento speciale al regista Giulio Cavalli che vive sotto scorta per i suoi spettacoli contro la criminalità organizzata. Tutti, premiati e non, concordano con le parole di Ranieri e della Mezzogiorno. «La cultura non è importante solo per gli intelletuali. Quando facevo loperaio al tornio, con la cultura lavoravo meglio», sintetizza Antonio Albanese.