FIRENZE. L'inchiesta della procura della Corte dei conti sul treno ad alta velocità entra nel vivo. I magistrati contabili si erano attivati molto prima della sentenza con la quale, lo scorso 3 marzo, il tribunale di Firenze aveva condannato 27 persone, tra le quali i vertici del Consorzio Cavet (75 Impregilo) che ha realizzato i lavori dell'Alta velocità, per una «quantità enorme di reati ambientali». Secondo il tribunale l'inquinamento di vastissimi terreni agricoli, di pascoli, di boschi, di falde acquifere, si era verificato «per effetto di una sistematica e ripetitiva violazione delle norme poste a tutela della salute pubblica, rivendicando con orgoglio di aver eseguito un'opera pubblica mai realizzata prima di adesso: come se l'esecuzione di un'opera pubblica di estremo rilievo e complessità tecnica dovesse prescindere dal rispetto della legge o, per meglio dire, non potesse essere eseguita nel rispetto dei diritti delle popolazioni». Ma già durante la sua arringa davanti al giudice penale, il sostituto procuratore Gianni Tei, aveva sottolineato che il «processo ha fatto emergere che ministero dell'Ambiente e Regione potevano e dovevano sapere ciò che stava accadendo e prevenirlo, controllando l'operato di Cavet, per evitare i danni, tutelare i cittadini e il paesaggio». Il rappresentante della pubblica accusa era convinto che «ministero e Regione non abbiamo svolto questa loro funzione di tutela» e sulla base di queste considerazioni aveva inviato gli atti del dibattimento alla procura contabile. «Regione e ministero - rilevò il pm Tei - hanno avuto un ruolo primario non solo per le competenze», ma anche perché veri punti di riferimento degli enti locali, e di fatto veri organi decisionali sull'approvazione della tratta Alta velocità Firenze-Bologna. Regione e ministero, sempre nella ricostruzione del pm, «in corso d'opera non hanno dato prova di aver esercitato poteri significativi per prevenire, o raddrizzare poi, una situazione che si era messa al peggio sin dall'inizio, ed evitare ciò che si è verificato».
TOSCANA - TAV: Ventisette condanne nel processo penale
La procura della Corte dei conti di Firenze ha iniziato un'inchiesta sull'Alta velocità Firenze-Bologna, in seguito alla sentenza del tribunale di Firenze che aveva condannato 27 persone, tra cui i vertici del Consorzio Cavet, per reati ambientali. Il tribunale aveva accusato il Consorzio di aver causato un'inquinamento di vasti terreni agricoli, pascoli, boschi e falde acquifere. La procura ha inviato gli atti del dibattimento alla procura contabile, che ha iniziato un'inchiesta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo