Una nuova norma prevede una qualifica impossibile da ottenere Quella di Simone Romani, 33 anni, da 15 restauratore del legno, è una storia a parte: per lui la crisi non esisteva nemmeno, gli affari andavano a gonfie vele (nel 2008 la sua società individuale aveva messo a segno un fatturato di 65mila euro), ed entro pochi mesi si sarebbe apprestato anche ad assumere almeno due dipendenti. Tutto questo prima di venire a conoscenza del contenuto della Finanziaria 2010, attualmente all'esame delle Camere. All'interno della legge è infatti racchiusa una norma che stabilisce per tutti gli artigiani la possibilità di continuare a lavorare con le Belle Arti soltanto se in possesso della qualifica di restauratore. Qualifica ottenibile previo superamento di un esame cui però Romani, assieme a quasi tutti i restauratori artigiani della Toscana non può partecipare. Si richiedono infatti, le certificazioni di tutti i lavori effettuati nel corso degli ultimi otto anni di cui nessuno di loro è in possesso, dal momento che, spiega Romani, «il loro automatico rilascio avveniva soltanto in presenza di commesse che superavano i 40mila euro». Romani, con tutta la Cna, chiede che venga al più presto rivista questa norma che altrimenti rischierebbe di mettere a serio repentaglio, dal 1 gennaio, la sopravvivenza del florido settore del restauro artigianale.