La procura della Corte dei Conti contro 52 amministratori e funzionari pubblici Le giunte che hanno governato la Toscana tra il 1990 e il 2000 La Toscana è stata danneggiata in modo gravissimo dai lavori dellalta velocità ferroviaria, ma i suoi amministratori, quelli fra loro che - secondo le contestazioni della procura regionale presso la Corte dei Conti - approvarono un progetto senza adeguati studi di impatto ambientale e quelli che non vigilarono a sufficienza sui danni causati dai lavori in galleria, ora sono chiamati a rispondere di tasca propria di quei danni. Fra di loro il senatore Vannino Chiti, ex presidente della Regione, e il suo successore Claudio Martini, allepoca assessore alla sanità, che sono due delle 52 persone cui è stato inviato un «invito a dedurre», cioè un invito a difendersi dalla accusa di danno erariale. Colossale limporto calcolato dai magistrati contabili: 741 milioni e 279 mila euro. «Questo processo ha fatto emergere che Ministero dellAmbiente e Regione Toscana potevano e dovevano sapere prima quello che sarebbe successo poi... e che avrebbero dovuto prevenirlo, controllando loperato di Cavet (il consorzio esecutore delle opere - Ndr), per evitare i danni e tutelare i cittadini e il paesaggio». E il 10 aprile 2008 e il pm Gianni Tei, concludendo la sua requisitoria al processo per i danni ambientali causati dai lavori di costruzione della linea di alta velocità ferroviaria in Mugello, chiede la trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti, per leventuale valutazione dei danni erariali causati dalla mancata tutela del territorio. A distanza di un anno e mezzo la procura contabile ha concluso le sue indagini, ha condiviso le conclusioni del pm Tei e ha inviato 52 inviti a dedurre, contestando un danno erariale di 741 milioni e 279 mila euro per la colossale perdita dacqua causata dagli scavi in galleria e valutata in un miliardo e mezzo di metri cubi risucchiati in profondità, con il conseguente disseccamento di 57 km di fiumi, limpoverimento di altri 24 km di corsi dacqua, il prosciugamento o danneggiamento di 37 sorgenti, di una trentina di pozzi, di 5 acquedotti, con centinaia di persone rimaste senzacqua, aziende agricole finite a secco, terreni coltivati sprofondati allimprovviso, tratti di montagna rinsecchiti, boschi meno rigogliosi. La Corte dei Conti contesta in particolare tre delibere della giunta regionale. La 250 del 12 dicembre 94, di approvazione del progetto esecutivo della tratta, non avrebbe tenuto conto dei pareri tecnici contrari. La 3884 del 24 luglio 95, di approvazione del progetto esecutivo della tratta Firenze Bologna del quadruplicamento ferroviario veloce Milano Napoli, sarebbe stata adottata nonostante esistessero relazioni tecniche critiche sullinterferenza fra le gallerie e la falda. La 859 del 27 luglio 98, di approvazione del progetto relativo alla variante Firenze Castello, non avrebbe tenuto conto dei rilievi tecnici che rilevavano criticità. Il dirigente responsabile delle ultime due deliberazioni era larchitetto Gianni Biagi, divenuto poi assessore allurbanistica del Comune di Firenze. Linvito a dedurre è stato inviato ai componenti delle giunte regionali toscane delle legislature 1990-95 e 1995-2000 che votarono le delibere sotto accusa, al dirigente responsabile dellistruttoria per la Conferenza dei servizi, ai consiglieri della VI commissione ambiente del Consiglio regionale che si espressero a favore delle decisioni, e ai presidenti e membri delle Commissioni nazionali di Valutazione di impatto ambientale, di nomina del ministero dellAmbiente.