Il problema vero sono le compensazioni urbanistiche e su questo le nostre indicazioni sono chiare: le previsioni del Psc vanno rispettate. Abbiamo bisogno di discutere di zone più importanti della città Le aziende private credono molto nel territorio, siamo favorevoli al piano strategico del Comune Occorre una programmazione decennale, non basta intervenire a macchina di leopardo Lassessore al Bilancio Rossi torna a criticare i vincoli del patto di stabilità Palazzo dAccursio, per lassociazione Civicum, può risparmiare 25 milioni di euro Bologna non ha bisogno di uno stadio in periferia, ma di un piano strategico per i prossimi ventanni. Lidea di procedere con un nuovo DallAra non piace a Legacoop né a Unindustria, che spostano invece lattenzione su altre aree considerate chiave, come quelle militari e ferroviarie, il Caab, lInterporto. Loccasione per la bocciatura del progetto arriva durante la presentazione di una ricerca che la Fondazione Civicum ha fatto sul bilancio del 2007 di Palazzo dAccursio. «Stiamo dicendo da tempo che le priorità sono altre rispetto allo stadio - ha spiegato il presidente di Legacoop, Gianpiero Calzolari - abbiamo bisogno di discutere di altre aree importanti come lInterporto, di cui non si parla mai, o dellUniversità». Per le coop, dunque, i dubbi non sorgerebbero tanto dallinfilare «il tema dello stadio in un progetto più ampio - ha proseguito Calzolari - il problema vero sono le compensazioni urbanistiche e su questo le nostre indicazioni sono chiare: le previsioni del Psc vanno rispettate». Nessuna interferenza con la Provincia, ma un invito a ragionare in fretta «su una Bologna che ha le caratteristiche per essere un polo strategico». Dello stesso parere, il numero uno degli industriali, Maurizio Marchesini, che ha ribadito che «le aziende private credono molto in questo territorio» e accolto con favore «le intenzioni del Comune a concretizzare con noi e con altre realtà un piano strategico per la città». Sedersi ad un tavolo per capire cosa fare, entro quanto tempo e in che modo. Per Marchesini è questa la via giusta: «Occorre una programmazione decennale - ha ricordato - parlare solo di aree è come intervenire a macchia di leopardo: tappi un buco da un lato, ma ne lasci vuoti altri». Al convegno è intervenuto anche lassessore al bilancio di Palazzo dAccursio Villiam Rossi, che è tornato a denunciare i vincoli del Patto di stabilità, spalleggiato dalle due associazioni. «Il Comune ha i conti a posto - ha commentato Rossi - il problema è che non possiamo ricorrere a finanziamenti sui mutui oltre 20 anni, un sacrificio enorme». Secondo la Fondazione Civicum, se il Comune tirasse un po la cinghia sulle spese per la macchina amministrativa, riuscirebbe a risparmiare 25 milioni di euro da utilizzare per i servizi pubblici. «Ridurle è un obiettivo fondamentale, qualcosa è stato già avviato - ha concluso lassessore - da Stato e Regione, però, riceviamo poco: spendiamo di più proprio per supplire a queste mancanze». Secondo lindagine, realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano, Bologna nel 2007 ha speso più per settori come la cultura, listruzione, i servizi sociali e la polizia locale, mentre è scesa sotto la media nazionale per la quantità di risorse destinate a territorio e ambiente e viabilità.