Sopralluogo a Monza dei dieci architetti finalisti del concorso intemazionale da 106 milioni MONZALe «stelle» dell'architettura sì sono date appuntamento alla Villa Reale. Ieri mattina, i dieci rappresentanti di alcuni dei più accreditati studi dell'architettura Internazionale hanno preso contatto con la «grande malata». Per tutti, sì è trattato di una «prima» vera e propria. Difficile, negli ultimi 20 anni, mettere piede nell'ex reggia sabauda, chiusa e abbandonata al proprio destino di degrado. Toccherà a loro tirare fuori le idee giuste per il rilancio della Villa. Rendez-vous nel salone d'onore, accolti dal sindaco di Monza, Michele Faglia, e dall'assessore regionale alle Opere pubbliche, Carlo Lio. Nonostante la riservatezza, dal sopralluogo sono filtrate alcune indiscrezioni che permettono di intravedere quale potrà essere il futuro dell' ex reggia sabauda. Il concorso internazionale d'idee organizzato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Monza, i due comproprietari della struttura, sta dunque entrando nella fase clou. «Vedo con immenso piacere che il bando di gara muove i primi passi commenta Paglia . Il sopralluogo è stato deciso, per permettere ai dieci prescelti di toccare con mano la situazione e iniziare a farsi un'opinione precisa su quale strada seguire per pianificare la ristrutturazione». I dieci architetti, definiti da Faglia come professionisti di «alto profilo», hanno a disposizione poco più di tre mesi per mettere nero su bianco le loro idee. Il prossimo autunno ciascuno di loro dovrà presentare un progetto di massima e alla giuria del Concorso, presieduta da Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, spetterà il compito di scegliere il migliore. In gioco, c'è un intervento da 106 milioni di euro, che dovrebbe iniziare nel 2006. La ristrutturazione riguarda la fetta dì reggia di proprietà dell'amministrazione monzese e del «Pirellone»: una parte del corpo centrale, l'ala Nord, l'ex scuola Borsa, l'Istituto d'arte, il Teatrino, la rotonda dell'Appiani, la cappella e il serrone. In totale, sì tratta di 26.800 metri quadrati, mentre i restanti 9 mila (ala Sud, parte del corpo centrale e Cavallerizza) appartengono allo Stato. Qui, la Soprintendenza ai Beni Architettonici di Milano ha fatto partire lo scorso febbraio un intervento di recupero, per una spesa complessiva di 4 milioni e 600 mila euro. Per tutta la giornata dì ierii dieci architetti hanno preso appunti e scattato foto. Accompagnati da due guide turistiche dell'Associazione Pro Monza e da un interprete messo a disposizione dall'amministrazione per i professionisti inglesi, hanno visitato le stanze della Villa, il Teatrino, i Giardini reali, il Serrone, il Roseto, il Parco e l'Autodromo. L'idea di fondo è la conservazione storica e architettonica dell'edificio, anche se a qualcuno degli architetti presenti non dispiacerebbe aumentare la disponibilità dì metri quadrati con nuove costruzioni n recupero, inoltre, non coinvolgerà solo ed esclusivamente la reggia, ma dovrà comprendere anche i Giardini reali e alcune aree circostanti, come il viale d'accesso e i Boschetti reali. Il tutto, ovviamente, senza disdegnare il lato economico e quindi trovando il modo di rendere redditìzia la futura gestione della Villa.