I partecipanti al concorso internazionale si mettono al lavoro MONZA La parola passa ai finalisti che si sono aggiudicali il primo turno del concorso internazionale per il recupero e la riqualificazione di Villa Reale. Dieci gruppi di super esperti in architettura, ingegneria, urbanistica, gestione e scienze ilei paesaggio ieri manina si sono dati appuntamento per il primo sopralluogo ufficiale lungo i corridoi dell'ex dimora sabauda. Molto più di un semplice tour, la visita di ieri - assieme al sindaco Michele Faglia e all'assessore regionale con delega alla Villa Carlo Li») - e solo l'anticamera di quello che li attende da oggi fino al prossimo 4 ottobre, quando sarà proclamato il nome del vincitore. I nomi sono famosi e le proposte sarebbero tulle da primo posto. «I gruppi sono molto completi - spiega Rita Comi, ingegnere responsabile del procedimento per conto della Regione -. Per ora, si può dire che i dieci che hanno passato il turno sono coloro che hanno fornito più stimoli, offrendo prospettive diverse tra loro». Nessun progetto rivoluzionano, ma approcci diversificati che non escludono possibilità di ritocco da parte della giuria. «Il progetto vincitore potrebbe non essere accolto nella sua totalità e si potrebbero chiedere dei correttivi», continua Rita Comi. Villa Reale resterà reggia storica che dovrà, però, conciliare funzioni moderne: museali, di rappresentanza e di polo culturale. 11 tutto con il recupero della viabilità d'accesso - viale Cesare Battisti e via Boccaccio -, del Parco e dei Giardini. Un compito che non turba i partecipanti. Al contrario, a prevalere è l'idea di trovarsi a tu per tu con una sfida: «E1 un grande progetto - spiega Leopoldo Frejrie, specialista del gruppo londinese di David Chipperfield -. Di impianti come questo non ce ne sono più molti in Europa. La difficoltà sarà trovare il punto di equilibrio tra il restauro e la modernità delle funzioni». Una posizione condivisa da Carlo Blasi. docente dell' Università di Parma. «La destinazione d'uso - spiega -non può che scaturire da una richiesta specifica, ma dovrà essere rispettosa del monumento. L'ulili.zo funzionale della reggia va bene, senza però trasformarla in una Disneyland o in un oggetto nuovo. Perché il suo fascino è nell'atmosfera del passato, nel recupero dei suoi dettagli originali». Un sospiro di sollievo per la trentennale attesa è quello espresso dall'architetto Amedeo Bellini: «Erano anni che il problema tornava alla ribalta senza soluzione. La difficoltà maggiore sarà l'adeguamento dei servizi, mentre meno problematica mi pare la questione strutturale». Un bando affascinante anche per il romano Giovanni Carbonara: «Unisce architettura, urbanistica e paesaggistica. Da restauratore credo che non incontreremo grossi problemi dal punto di vista tecnico quanto da quello della destinazione». Alle prese in questo periodo con Palazzo Reale a Milano, Alberico Belgioioso commenta: «E' molto difficile trovare l'equilibrio tra l'antico della struttura e il moderno delle funzioni e sarebbe un peccato perdere l'una a favore dell'altro». Ma non c'è solo la reggia e a doversi ci-meniare con l'anima verde della Villa, ci sono anche Marco Antonini e Simone Quilici. paesaggisti del gruppo londinese Hopkins Architects: «L'impresa sarà progettare su strutture appena sistemate correggendo alcune incongruenze». Un esempio? Il «monzesissimo» Roseto.
Esperti in Villa Reale - Missione: salvataggio
I dieci gruppi di esperti hanno completato il primo turno del concorso internazionale per il recupero e la riqualificazione di Villa Reale. I progetti sono stati valutati e i vincitori saranno proclamati entro il 4 ottobre. I gruppi hanno presentato prospettive diverse, ma nessun progetto rivoluzionario. Il progetto vincitore potrebbe non essere accolto nella sua totalità e potrebbe richiedere correttivi. La destinazione d'uso della reggia dovrà essere rispettosa del monumento e dovrà conciliare funzioni moderne con il restauro del passato. I partecipanti hanno espresso la difficoltà di trovare l'equilibrio tra l'antico e il moderno.
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