Qualche giorno fa gli agenti della Polizia ambientale e forestale, su provvedimento del tribunale di Civitavecchia, hanno posto i sigilli su quaranta abitazioni costruite tra il lungomare di Fregene e viale Viareggio per «lottizzazione abusiva in aree a tutela paesaggistica». Il balletto dei ricorsi è solo iniziato, tra accertamenti di responsabilità e verifiche di sub deleghe, ma fin d'ora colpiscono due aspetti della vicenda. Il primo è l'esiguità dei provvedimenti rispetto alla vastità delle distruzioni in atto, perché l'intera località sembra colta, da tempo, da un'inarrestabile attività costruttiva. Certo, quegli ultimi resti di un paesaggio selvatico calpestati dalle volgari villette sequestrate, colpiscono l'occhio ed il cuore. Ma anche le più composte costruzioni che spuntano come funghi nelle aree verdi finiscono per dare un poderoso contributo alla rovina del paesaggio. E qualora fosse provato che tutte hanno rispettato le procedure, i piani, le norme, la contraddizione emergerebbe in tutta la sua allarmante evidenza: l'obbiettiva, progressiva, inaccettabile distruzione di uno straordinario patrimonio naturale sarebbe stata compiuta nel pieno rispetto delle leggi. Il secondo aspetto che preoccupa di questa vicenda è l'assenza di proteste, la «normalizzazione» del disastro. L'assalto alle coste ha, da noi, una tradizione antica. Ma decenni di battaglie civili hanno dimostrato, almeno, come fosse chiaro il confine tra profitto privato e diritti dei cittadini. Da allora qualche cosa sembra cambiato nel profondo delle coscienze. Anni di condoni e di incertezza del diritto hanno minato quelle verità. Lo stesso termine «speculazione edilizia» è divenuto un relitto linguistico. Perché, del resto, non posso costruire una villetta in un'area protetta? Quando lo Stato finirà per darmi ragione o, almeno, per perdonarmi con una strizzatina d'occhio? C'è voluto un esposto di Italia Nostra e quasi due anni d'indagini del pubblico ministero Pantaleo Polifemo per fermare, per ora, lo scempio. Ma, nel sonno delle coscienze, vedremo come andrà a finire.
VILLETTE E SEQUESTRI. Il disastro normalizzato di Fregene
Gli agenti della Polizia ambientale e forestale hanno posto i sigilli su quaranta abitazioni costruite in aree a tutela paesaggistica tra il lungomare di Fregene e viale Viareggio. Il tribunale di Civitavecchia ha emesso un provvedimento per lottizzazione abusiva. I ricorsi sono in corso, ma due aspetti emergono: l'esiguità dei provvedimenti rispetto alla distruzione del paesaggio e l'assenza di proteste. L'assalto alle coste ha una tradizione antica, ma decenni di battaglie civili hanno dimostrato il confine tra profitto privato e diritti dei cittadini. L'indagine del pubblico ministero ha fermato lo scempio per ora, ma la questione rimane aperta.
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