Finazzer Flory: design e arte, esportiamo le eccellenze di Milano Il conto l'ha fatto a cena, nel ristorante di Robert De Niro, ultima tappa del viaggio in America. Ha incassato: il gemellaggio con New York su musei, spettacoli e pubblicità. Ha avviato: la richiesta di prestito al MoMa per la «Città che sale» di Umberto Boccioni e il futuro sbarco a Milano del Tribeca Film Festival. E infine: ha fatto un sopralluogo nell'edificio in ristrutturazione che, dalla primavera del 2010, ospiterà la nuova sede della Triennale sulla 53esima strada. «Milano è una potenza economica in Italia, ma all'estero è percepita anche come potenza culturale» dice Massimiliano Finazzer Flory. Inviato da Letizia Moratti a «stringere accordi e cercare investitori per Milano», l'assessore alla Cultura è rientrato ieri dagli Usa. Insolitamente pungente: «Ho ereditato l'assenza assoluta di politica estera sui prestiti d'arte, stiamo recuperando. Quanto all'Expo, le dico: non servono più soldi, ma più simboli. Se invece si batte solo cassa, i simboli alla fine si vendicheranno». Missione New York. Bloomberg è stato appena rieletto sindaco e Finazzer ha incontrato la responsabile della municipalità per la cultura, Kate Levin: «Entro gennaio firmeremo un accordo di co-marketing», la Grande mela farà pubblicità ai suoi eventi e ai suoi musei negli spazi pubblici di Milano, e viceversa. Uno scambio alla pari. L'intesa serve anzitutto a promuovere la prima «Settimana della cultura di Milano» a New York (giugno 2010) e l'inaugurazione del Museo del Novecento all'Arengario di piazza Duomo (18 novembre 2010). «Esportiamo da sempre i nostri asset strategici, design, moda e musica. Ora proviamo ad aggiungere futurismo e arte del '900». Non a caso, Finazzer vorrebbe avere all'Arengario, nel 2015, la tela di Boccioni custodita al Museum of Modern Art (MoMa). Oggi spedirà la lettera ufficiale per ottenere il prestito: «È il simbolo di Milano che cambia e cresce sul piano filosofico, urbanistico, estetico spiega l'assessore . Sarà l'icona culturale per i turisti di Expo». La nuova Triennale americana aprirà tra maggio e giugno 2010 sulla 53esima strada, poco distante dal MoMa, ed è la terza sede di rappresentanza all'estero dopo Tokyo e Incheon (Corea del Sud): sono già allo studio le prime mostre temporanee sul design milanese. Così Finazzer: «A noi tocca il lavoro di lobby e sostegno strategico al progetto. Abbiamo iniziato». Le chiacchiere più interessanti, però, l'assessore le ha fatte a un tavolo del Tribeca Grill: «Ho incontrato il socio di De Niro, stiamo trattando il ritorno del Film Festival in Europa, a Milano. Loro sono interessati a investire da noi, spero si possa chiudere l'accordo al più presto, in un paio di mesi al massimo». E se non sarà il cinema, si cambia menù: «Mi dicono che De Niro voglia aprire un ristorante a Milano... ». Avrà fatto i suoi conti.