Sul Piano casa si smarca dalla minoranza, Giorgio Spano. Il consigliere dei Cristiano popolari (Upc), alleato del Pd nell'assise municipale, spezza una lancia in favore della legge 4 che «può davvero rilanciare l'economia senza danneggiare l'ambiente». Intanto è definito il quadro dei nuovi interventi ammessi nelle zone E (agricole), dove il lotto minimo per edificare è pari a un ettaro. RAGIONI DEL SÌ. La voce è fuori dal coro e spariglia le carte all'interno dell'opposizione. Sul Piano casa Spano fa gruppo a sé: «Le posizioni precostituite, di schieramento, non mi sono mai piaciute. Per una volta Berlusconi e il centrodestra in Regione hanno approvato una norma efficace, e va detto». È lungo l'elenco delle ragioni con le quali l'esponente dell'Upc sostiene la legge 4. «Intanto - va avanti il ragionamento - ampliamenti e ristrutturazioni, gli unici interventi previsti dal Piano casa, non comportano alcun aumento degli abitanti insediabili. Ovvero, sull'ambiente non cresce la pressione antropica ». Per Spano i vantaggi sono due: «Non si consuma nuovo territorio e non si danneggia nemmeno l'ecosistema, visto che le regole sulle distanze obbligatorie tra edifici restano in piedi. Anzi: è un'occasione per riqualificare le vecchie strutture, soprattutto nel centro storico». RISVOLTI ECONOMICI.C i sono poi i risvolti economici. Il consigliere individua i settori che potrebbero rimettersi in moto sotto la spinta della legge 4. «Pensiamo alla piccola e media impresa che è l'ossatura della nostra economia, non solo italiana ma anche gallurese. Il Piano casa sostiene investimenti minimi, le cui ricadute positive andranno a vantaggio degli artigiani, non dei grandi gruppi immobiliari». Insomma, a sentire l'esponente della minoranza non c'è alcun rischio di speculazione. Non solo. «Anche il mercato dei mutui dovrebbe giovarne». L'APPELLO. Insomma, tante ragioni che spingono Spano a lanciare un appello alla maggioranza di centrodestra. «Il Comune e la Giunta Cappellacci - dice - non devono perdere tempo nell'avviare le procedure per analizzare le richieste di intervento. Soprattutto perché il Piano casa è valido soltanto diciotto mesi». Tanto che il consigliere suggerisce la correzione della legge in due punti: «Al posto della commissione regionale sul paesaggio, andrebbero costituiti organismi locali che hanno il polso del territorio e si possono esprimere con maggiore celerità». E proprio per evitare intasamenti negli uffici dell'Urbanistica, Spano propone all'Esecutivo di trasferire risorse ai Comuni per potenziare gli organici durante la vigenza del Piano». LA MINORANZA. Di tutt'altro segno i commenti che arrivano dal resto della minoranza. Parla per tutti Carlo Careddu, capogruppo del Pd nell'aula di Poltu Cuadu. «Noi - dice - esprimiamo grande preoccupazione per gli effetti che la legge 4 potrà avere sul paesaggio. Per esempio, se in tutte le ville di Porto Rotondo venissero chiuse le verande, sarebbe drammaticamente compresso lo sky-line». Careddu non è nemmeno sicuro che «la norma rimetta in moto l'economia, rilanciando il settore edilizio». ZONE AGRICOLE. C'è infine il capitolo delle zone agricole. Negli ultimi anni erano normate dal Ppr (piano paesaggistico), cassato dal Tar (tribunale amministrativo regionale) proprio gli articoli relativi alla gestione dell'agro. In attesa che il documento programmatorio venga adeguato, si torna al decreto Floris. Ovvero nelle zone E si può edificare su lotti di almeno un ettaro. Le riqualificazioni previste dalla legge 4, variano dal 10 al 20 per cento, a seconda che il terreno ricada (o meno) nella fascia compresa tra i 300 e i 2.000 metri dalla battigia. La distanza varia da 150 metri a un chilometro nelle isole minori.