In coda fino alle 4 per entrare almuseo MI LANO I numeri del successo della «notte bianca» raccontano di mezzo milione di persone in giro per la città fino alle 4 di mattina ma soprattutto di code di centinaia di milanesi diligentemente e pazientemente in attesa nel cuore della notte per vedere il Cenacolo di Leonardo, per entrare nei musei o alle mostre, o silenziosamente intente ad ascoltare nei chiostri di Sant'Ambrogio dotte dissertazioni sui Comandamenti. Code per il sapere, file e lunghe attese per vedere quadri o affreschi, in qualche caso a pagamento, fanno ben sperare in un risveglio della città per chi di cultura si occupa a Milano tra dubbi e speranze. Il giorno dopo «Milano Live» c'è infatti la convinzione che in città ci sia «una profonda fame di cultura. Ma il Comune fapoco o nullae dà pochi fondi all'assessorato competente. Anzi, se ha problemi di bilancio, i soldi li taglia proprio in questo settore», commenta l'editrice Rosellina Archinto. Mentre l'architetto Vittorio Gregotti, più sospettoso, teme che «in realtà piacciano i grandi eventi, cosa ben diversa dal vero amore per l'opera d'arte». Mentre fra tutti gli intellettuali milanesi è forte il timore che la«Notte bianca» si riveli «un'iniziativa nel deserto, una serata speciale che ha risvegliato Milano dal suo torpore, ma che da sola non fa nulla se non si cominciano a fare investimenti permanenti e a lungo termine per produrre cultura». Insomma cultura come un bene primario e quotidiano e notti bianche come stimolo e non solo festa mercantile. Parola dell'attore e regista teatrale Moni Ovadia. Ancora più drastica Fernanda Pivano che si lascia scappare un «è una buffonata, non una cosa seria. Non basta una notte: queste cose le si dovrebbero fare tutti i giorni per rivitalizzare la città». E il quadro della Milano di questi ultimi anni che esce dalle parole di Ovadia, Gregotti, Archinto e, per ultimo, Dario Fo, è quello di una città «che è andata giù dal punto di vista culturale lasciando i suoi abitanti senza occasioni e stimoli. C'è infatti voglia, desiderio, sete di cultura, di iniziative e si vede: ogni volta che si fa qualcosa ia gente accorre, in massa», dice Fo. E senza disordini o caos. L'altra notte con mezzo milione in piazza niente risse, meno reati di un qualunque sabato notte sotto il Duomo. «Segno che il pensiero, l'emozione e la cultura distruggono la violenza e la truffaldineria», sbotta il Nobel.
Ressa per il Cenacolo, ma gli intellettuali restano scettici
La notte bianca a Milano ha visto mezzo milione di persone in giro per la città fino alle 4 di mattina, in attesa di entrare nei musei, alle mostre o di ascoltare discorsi nei chiostri. Le code e le lunghe attese per vedere quadri e affreschi hanno fatto sperare in un risveglio della città per chi di cultura si occupa. Tuttavia, il Comune di Milano ha poco fondi per l'assessorato competente e taglia i soldi in questo settore. L'architetto Vittorio Gregotti teme che la notte bianca sia un'iniziativa speciale che non fa nulla se non si cominciano a fare investimenti permanenti per produrre cultura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo