L'associazione Parco S. Anna chiede di sostenere il riuso Sì alla modifica del regolamento urbanistico, ma vigilanza attenta sulla possibile revisione del piano strutturale che non dovrà essere dettata dagli interessi dai pochi, ma dalle oggettive necessità della cittadinanza soffocata dal caos del traffico in quartieri ormai ipercementificati. È questa la linea dell'associazione Parco S. Anna, il comitato che cerca di difendere il poco verde rimasto. Secondo l'associazione, che ieri ha tenuto una conferenza stampa, a Lucca si è fino ad ora costruito troppo e inutilmente, più di quanto previsto nel piano struttuale e di quanto poteva indicare la domanda di mercato, anche per il futuro. Il comitato ha mostrato un documento elaborato dopo una ricerca sulla quantità di edifici residenziali costruiti a Lucca dal 2001 a oggi, confrontandoli con l'aumento di popolazione avvenuto (e le sue caratteristiche) e l'immensa quantità di invenduto che si nota sul mercato. Qualche dato dello studio fatto dall'associazione. A fine 2001 le unità immobiliari ad uso residenziale nel Comune superavano di 3.066 il numero dei nuclei familiari (o di convivenza) residenti. A fine 2009, a causa della corsa a costruire degli ultimi anni, era raddoppiato il numero di unità immobiliari in eccesso, passate da 3.066 a 6.117 per un totale (dati del catasto di giugno 2009) di 44.747 unità residenziali (più 15 contro un aumento di popolazione del 3, calato bruscamente allo 0,2 per cento nel 2009). In un quadro di questo genere, i membri dell'associazione non vedono validi motivi per modificare il piano strutturale: le ragioni del Comune vengono giudicate pretestuose. L'associazione è invece favorevole a puntare sulla ristrutturazione e l'ammodernamento delle abitazioni esistenti (i santannesi presenti hanno fatto riferimento alle ex officine Lazzi, ai "Palazzi Rossi", alla villa Pellicciaia e al parco abbandonato antistante all'oratorio Giovanni Paolo II di via Fratelli Cervi), forti del fatto che anche geometri, liberi professionisti e ditte del settore edile si sono espressi in tal senso. Le case non vendute o vuote sono molte e quindi va rivisto anche il concetto secondo cui far ripartire le nuove edificazioni possa rappresentare la locomotiva di una ripresa economica: molti operai dei cantieri che hanno portato a termine i lavori, non sono stati pagati proprio a causa della mancanza di domanda rispetto all'eccessiva offerta. L'associazione Parco S. Anna ha intenzione di proseguire nella verifica per il settore delle costruzioni ad uso commerciale. A guardarsi intorno nella immediata periferia (a S. Anna e S. Concordio ci sono gruppi attivi di volontari che si interessano alla questione) i risultati non dovrebbero essere molto dissimili. Il presidente dell'associazione, Umberto Capocchi, tende comunque la mano agli amministratori: «Ci auguriamo che il nostro documento possa essere utile a chi deve prendere decisioni nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini e non degli interessi dei pochi. «Siamo disposti, come abbiamo fatto, ad incontrare gli addetti ai lavori per arrivare a scelte partecipate e condivise». Il documento con le rilevazioni di carattere urbanistico è consultabile tramite il sito dell'associazione Parco S. Anna "www.parcosantanna.org".