Pd e Idv attaccano: «C'è conflitto di interessi» Attacco su due fronti quello al quale è stato sottoposto, ieri mattina, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. Alle 10.30 ha dato fuoco alle polveri l'Italia dei valori, che ha chiesto al primo cittadino di chiarire il suo presunto conflitto di interessi sugli oneri di urbanizzazione della lottizzazione di via Rapolla. Poco meno di un'ora dopo, nella sede del Partito democratico, i consiglieri Antonio Rotundo, Antonio Torricelli, Carlo Benincasa e Angelamaria Spagnolo hanno sollevato un altro presunto conflitto d'interessi che riguarda la scelta dei consulenti per la redazione del nuovo Pug, il Piano urbanistico generale. Il Pug Per la redazione dello strumento urbanistico, l'amministrazione comunale ha deciso di affidare un incarico di consulenza al dipartimento Progettazione dell'architettura dell'Università di Genova diretto da Mosè Ricci. «La consulenza è stata affidata come incarico di fiducia - spiega Rotundo -, ma si tratta di una finzione giuridica che serve a evitare la gara di evidenza pubblica». I consiglieri del centrosinistra hanno presentato un ricorso all'autorità di vigilanza sui contratti e il loro obiettivo è la revoca di quell'incarico. I motivi li spiega nel dettaglio, documenti alla mano, proprio Rotundo. «Chiediamo al sindaco Perrone di dirci se ci siano rapporti di parentela tra Benedetta Spadolini, preside del dipartimento dell'Università di Genova, e Guido Lorenzo Spadolini che ha coordinato la progettazione dell'ampliamento dell'Hotel Tiziano; tra Benedetta Spadolini e Pier Luigi Spadolini che è stato consulente della variante in corso d'opera del complesso multifunzionale Centrum». Sia l'Hotel Tiziano che il Centrum sono immobili di proprietà della famiglia Perrone e per i consiglieri del Pd ci sarebbero, dunque, ragioni di opportunità che richiederebbero la revoca dell'incarico. «Per quanto riguarda le ragioni di legittimità - spiega Rotundo - , sarà l'autorità sui contratti a stabilire se quella consulenza sia o meno una prestazione professionale a tutti gli effetti, come noi riteniamo. Chiediamo al sindaco di procedere con una gara pubblica per l'affidamento degli incarichi. Il Pug è il più importante strumento di programmazione urbanistica e non possiamo permettere che ci sia l'ombra di un conflitto d'interessi che grava su di esso come un macigno ». Via Rapolla Sempre di un presunto conflitto di interessi hanno parlato Pierfelice Zazzera e Francesco D'Agata, rispettivamente coordinatore regionale pugliese e coordinatore provinciale di Lecce dell'Italia dei valori. In questo caso, le ombre sarebbero quelle sugli oneri di urbanizzazione della lottizzazione di via Rapolla, la zona alle spalle dello stadio comunale considerata la più 'in' della città perché ospita le ville delle famiglie benestanti di Lecce. La lottizzazione è iniziata nel 1973 su terreni quasi totalmente di proprietà degli eredi Perrone e prevedeva la realizzazione, poi avventa, di macrolotti di 8 mila metri quadrati per la costruzione di grandi ville. Quasi trent'anni dopo, quando Paolo Perrone era assessore comunale al Bilancio, la giunta municipale approvò una delibera con la quale il Comune di Lecce si accollava interamente gli oneri di urbanizzazione (che dovevano, invece, essere in parte a carico dei privati) per un totale di un miliardo delle vecchie lire. «C'è un esposto in Procura fin dal 2006 - dice D'Agata - , e non credo che sia sufficiente che, all'epoca, Paolo Perrone sia uscito al momento del voto della delibera. Questo non lo mette certo al riparo da un possibile conflitto di interessi». Francesca Mandese