Progetto Il dibattito sulle 90 mila piante volute da Abbado Il Comune: decidiamo noi Boeri: Milano ha bisogno di verde. Bellini: sì, ma non lì È seccato, l'assessore al Verde: «Tutte le idee sono ben accette. Le ascolto, poi farò la sintesi ». Il messaggio è chiaro: il giorno in cui le idee diventeranno progetti, avvisa Maurizio Cadeo, «saranno la politica e l'amministrazione a decidere. Tocca a noi, non alla società civile». Ogni riferimento a Renzo Piano è voluto: l'architetto di Genova s'è messo al servizio di Claudio Abbado, ci sono da piantare i 90 mila alberi chiesti dal maestro come cachet per il ritorno alla Scala nel 2010 (non in vasetti, come in via Vittor Pisani). Piano ne ha discusso con la Soprintendenza: immagina un boschetto in piazza Duomo, aceri o magnolie in via Dante, un filare in via Orefici e un'aiuola in Cordusio («Se tutto va bene potremmo cominciare entro l'anno »). Tutto bene, Cadeo? «Calma. A me, per dire, non piace la foresta di fronte al Duomo». Nel progetto di Giuseppe Mengoni, l'architetto della ristrutturazione tra il 1865 e il 1873, piazza Duomo avrebbe dovuto essere chiusa a ovest dal Palazzo dell'Indipendenza, edificio opposto alla cattedrale e mai realizzato. Ora, Piano suggerisce l'idea del «volume verde » già avanzata da Roberto Peregalli e Laura Rimini, gli architetti incaricati dal Comune di ridisegnare l'area Duomo. «Sarebbe un'opera di grande spessore culturale e valenza urbanistica» commenta il soprintendente Alberto Artioli: «Noi abbiamo sollecitato e condiviso il progetto, completerebbe il lavoro del Mengoni e darebbe un assetto definitivo alla piazza». Un tema che trova scettico l'assessore Cadeo: «Ricordiamoci che c'è lì la cattedrale, non una chiesetta da poco! Dovremo sentire la Curia, ascoltare i cittadini... Nessuna fuga in avanti». Renzo Piano ha chiesto «collaborazione », «lavoro di squadra », e la Soprintendenza gli ha indicato i limiti: sì agli aceri in piazza Duomo, nessun intervento in via Mercanti («Intaccherebbe l'immagine di piazza antica »), bene gli alberi in via Dante e in Cordusio («Sottolineano la prospettiva del Castello»), ok per via Orefici. Parola agli architetti, adesso. «Sono molto curioso di vedere il progetto di Piano» dice Stefano Boeri: «Penso che a Milano si possano realizzare piccoli sistemi di alberature continue, ma sono da verificare le possibilità in piazza Duomo e in Cordusio ». Mario Bellini premette di amare «molto il verde e gli alberi, ma non trovo che vadano bene ovunque. In piazza Duomo, ecco, sono fuori posto: qualcuno metterebbe delle piante in piazza San Marco a Venezia?». Paolo Caputo vede «con interesse l'idea del volume verde davanti al Palazzo Carminati, ma ho dei dubbi su Cordusio e via Dante. Piuttosto, piantumazioni importanti ridarebbero forza agli assi di accesso alla città». Un esempio? «Via Palmanova». Il paesaggista Andreas Kipar è l'ideatore dei Raggi verdi e degli otto boschetti di benvenuto in periferia: «Io credo nell'effetto tsunami di Abbado, può sostenere la nostra politica ambientale ». Anche in piazza Duomo? «Non c'è luogo non adatto a un albero, dietro la cattedrale cresce e fiorisce una magnolia meravigliosa. Bene: immaginiamo questo effetto moltiplicato per cento...». Sì... «Vede come cambia l'aspetto arido e pietrificato del centro di Milano?». Armando Stella