Una lettera all'assessore: «Ci opporremo, fino a chiedere il blocco dei finanziamenti europei» BIENTINA. Prima di tutto la natura. E la sua tutela. Poi, il resto. Tanto che, se l'ambiente verrà messo in discussione, scatterà una "dura" opposizione. Sembra essere questo, in sintesi, il messaggio che Lagambiente invia all'assessore della Provincia di Pisa Gabriele Santoni. Una lettera, a firma Sergio Bellagamba (circolo Valdera) e Carlo Galletti (settore biodiversità di Legambiente Toscana), chiede di mettere la massima attenzione nel progettare la nuova Bientinese, la strada che, lungo il padule, collega Bientina con Altopascio. E che, proprio perché lungo il padule, sprofonda ogni giorno che passa, diventando sempre più pericolosa. «Vogliamo raccomandare la massima attenzione - dicono - nell'intervenire su un territorio caratterizzato da alti valori ambientali. Negli ultimi anni, su proposta dei comuni, delle province di Pisa e Lucca e della Regione, sono stati istituiti 3 siti di interesse comunitario: Monti Pisani, Bientina e Cerbaie. I primi due confinano fra loro sulla "439", nel tratto accanto alla vecchia ferrovia Pontedera-Lucca, a Caccialupi. La Regione ha chiesto il riconoscimento del Bientina come zona umida di importanza internazionale». Gran parte del territorio del Bientina 12 anni fa è stato incluso fra le zone di interesse archeologico dal Ministero per i Beni culturali e ambientali e sottoposto a vincolo. Nel Bientina la provincia di Pisa ha istituito e finanzia da 15 anni la prima area protetta d'interesse locale della Toscana, Bosco Tanali, «visitata ogni anno - dice Legambiente - da centinaia di bambini, in cui operano volontari in raccordo col comune di Bientina, la provincia e gli altri comuni del Polo ambientale Bientina-Cerbaie». Il valore della zona è noto alle amministrazioni. «Ci auguriamo che gli importanti habitat e le specie che vi vivono non vengano danneggiati da un'opera che avrebbe un impatto ambientale più limitato se realizzata in adiacenza al tracciato attuale, anche in considerazione delle nuove opere previste dalla provincia di Lucca, come la variante di Altopascio, che si raccordano con la Bientinese attuale», dice Legambiente. Che prosegue: «Un progetto che causasse l'alterazione dei siti del Bientina e dei Monti Pisani, incontrerebbe la nostra decisa opposizione, e ci porterebbe ad attivare tempestivamente gli strumenti che la direttiva habitat mette a disposizione, segnalando alla Commissione Europea il pericolo per gli habitat e le specie presenti. Ricordiamo che questo tipo di ricorsi può arrivare a bloccare i finanziamenti comunitari nelle zone interessate, per salvaguardare appunto i valori ambientali e la legalità rappresentata dalla corretta applicazione delle norme comunitarie a tutela della natura. Estremamente dannosa ci pare anche l'idea, che qualcuno ha diffuso anche se non ancora ufficialmente, dell'utilizzazione, per il nuovo tracciato della Bientinese, della sede della vecchia ferrovia Pontedera-Lucca. Quel tratto è stretto, ci potrebbe passare al massimo una pista ciclabile. il tracciato attuale. Una strada di grande comunicazione nella piana del Bientina sotto ai Monti Pisani o vicino alle Cerbaie significherebbe modificare drammaticamente un territorio di boschi, aree agricole e zone umide. metterendo a rischio le risorse idriche che alimentano molte città della piana».
TOSCANA - Legambiente congela la Bientinese: Quell'area è protetta, il nuovo tracciato non dovrà modificare la natura
La Legambiente ha inviato una lettera all'assessore della Provincia di Pisa Gabriele Santoni, chiedendo di mettere la massima attenzione nel progettare la nuova Bientinese, la strada che collega Bientina con Altopascio. La strada è lungo il padule e diventa sempre più pericolosa ogni giorno. La Legambiente chiede di intervenire su un territorio caratterizzato da alti valori ambientali. Il Bientina è stato istituito come zona umida di importanza internazionale e gran parte del territorio è stato incluso fra le zone di interesse archeologico. La provincia di Pisa ha istituito e finanzia la prima area protetta d'interesse locale della Toscana, Bosco Tanali.
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