La ditta Cipriano costruirà per la spa pubblica negozi e uffici a San Concordio Sarà la Cipriano costruzioni a realizzare uffici e negozi a San Concordio, nell'area ex Gesam ed ex officine Italgas. In associazione temporanea di impresa con Angelo Impianti surl e Tecnoservice srl, la ditta si è aggiudicata l'appalto da 4,4 milioni, con un ribasso del 21,17 sulla base d'asta. E così la riqualificazione dell'area su cui sorgeva anche la ex circoscrizione viene affidata a un ex socio di Polis, liquidato (con il gruppo Valore) pochi mesi fa. La storia si può riassumere in questo modo: nel 2008 il Comune decide di trasformare Polis nella propria società immobiliare e, nel 2009, a colpi di milioni, liquida tutti i privati: infatti, oggi Polis è una spa controllata al 99,09 da Lucca Holding (la spa ammiraglia del Comune) e allo 0,1 da Assoindustria e Camera di Commercio. Da società di riqualificazione urbana, Polis indice una procedura negoziata ai sensi del Codice degli appalti per individuare l'impresa che deve realizzare l'edificio multipiano (lo Steccone) a San Concordio. Il 5 settembre, sul notiziario del Comune "Lucca informa" esce l'annuncio della vendita di negozi e uffici allo Steccone; la gara viene esperita tre giorni dopo e l'aggiudicazione definitiva dei lavori all'impresa Cipriano, ormai non più socia di Polis, è datata 5 ottobre: si tratta di un'operazione immobiliare da 4.406.916,07 euro (di cui 4 milioni e 291mila euro di interventi e 115.480 euro di oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso). La notizia scatena la reazione del Laboratorio di urbanistica partecipata che da anni si batte contro questa operazione immobiliare e che aveva preso per buona la promessa del sindaco di aprire un tavolo di concertazione sull'intervento previsto in un'area di interesse archeologico. Tanto che il gruppo di San Concordio chiede le dimissioni di Ugo Giurlani, presidente di Polis, e annuncia uno sciopero della fame domani alla fiera di San Concordio di tutti quelli che hanno firmato la petizione contro lo Steccone. «All'inizio di settembre - scrive il Laboratorio - il sindaco ribadiva che avrebbe mantenuto gli impegni di ridimensionare l'intervento edilizio e di aprire un "tavolo di concertazione" con la circoscrizione, ancora non costituito. Negli stessi giorni Giurlani indiceva una trattativa privata (procedura negoziale) per appaltare la costruzione dello Steccone: appalto, poi, aggiudicato a Cipriano Costruzioni, già socia di Polis fino all'anno scorso, quando la partecipata, dopo aver liquidato i partner privati, è tornata di proprietà del Comune». Per il Laboratorio, dunque, è «molto grave che Giurlani (ieri cercato, ma non trovato dal Tirreno, ndr) con la sua iniziativa abbia vanificato il lavoro di concertazione avviato dal sindaco con la circoscrizione. Il presidente di Polis vuole costruire questo inutile complesso edilizio che ha un pesante impatto ambientale nella zona più centrale e delicata del quartiere di S. Concordio. Prima della giunta Fazzi l'area era di proprietà del Comune, vi si poteva intervenire solo con piano di recupero, era a totale destinazione pubblica e ospitava la sede della circoscrizione. Negli ultimi 10 anni l'area è stata resa edificabile senza i vincoli del piano attuativo, è passata dal Comune a Gesam che l'ha venduta a Polis, ha una nuova destinazione e i progetti approvati non sono mai passati dal consiglio comunale». Nemmeno gli importanti ritrovamenti della Soprintendenza archeologica, concernenti il gasometro ottocentesco e l'antico porto di Lucca, emerso praticamente intatto dal fango e corredati da una formale proposta del soprintendente di istituire un parco archeologico - ricorda il Laboratorio - hanno «indotto Giurlani a rivedere di un millimetro il progetto dello Steccone, concepito prima degli scavi della soprintendenza. E ha ignorato gli appelli di Italia Nostra e Legambiente che chiedevano che i reperti emersi fossero la matrice progettuale per la sistemazione dell'area».