Botteghe riconvertite in case: né aria né luce grazie a regole più soft del Comune Oltrarno, Santa Croce, Novella: la crisi abbassa i bandoni e dietro spuntano le stanze Nel 2007 la svolta autorizzata dalla commissione urbanistica In Santa Croce, in Oltrarno, in Santa Maria Novella, in tante strade di periferia non si contano più i bandoni tristemente abbassati su quelli che un tempo erano negozi o laboratori artigiani. Cominciò con lalluvione, più di 40 anni fa. E dopo neppure il boom del turismo è riuscito ad arrestare lemorragia delle antiche botteghe fiorentine. Mentre si perdono mestieri e culture, quei fondi di negozio, spesso antri senza luce e senza aria, si stanno silenziosamente trasformando in abitazioni, nei casi più felici in mini-loft, in quelli più disgraziati in loculi che accolgono in condizioni infami immigrati senza altre possibilità. Qualche volta il bandone viene sostituito da una porta a vetri, unica fonte di luce del fondo, qualche volta basta uno spicchio di finestra in alto. Firenze si sta riempiendo di «bassi», che affacciano direttamente sul marciapiede, sulla strada, sul traffico. Nel 2006 «Repubblica» denunciò il fenomeno. Allepoca si contavano 200 o 300 «bassi». Il Comune, che aveva sperato di utilizzare la trasformazione dei fondi abbandonati in residenze come un utile strumento per far tornare gli abitanti in centro, cominciava a intravedere i rischi delloperazione, il pericolo che nascessero ghetti e che dilagasse il degrado. Nel Regolamento edilizio erano state introdotte delle regole un po più stringenti, il divieto di trasformare in residenze i fondi di meno di 50 metri quadri e privi di fonti luminose oltre allaffaccio sulla strada. Negli anni successivi i comitati dei cittadini ottennero di far sentire la loro voce in commissione urbanistica e tentarono di introdurre regole ancora più rigorose. Grazie alla loro sollecitazione, la Asl di Firenze presentò una osservazione chiedendo di vietare lutilizzo di aria forzata e di illuminazione artificiale al posto di quelle naturali. Il 16 luglio 2007, nel corso di una convulsa riunione della commissione urbanistica che si concluse mentre stava cominciando il consiglio comunale chiamato ad approvare il nuovo regolamento edilizio, venne presentato un diluvio di emendamenti. Alla riunione erano presenti, oltre ai membri della commissione urbanistica, anche lassessore Gianni Biagi, il direttore dellurbanistica Maurizio Talocchini e il capogruppo del Pd Alberto Formigli, già presidente della commissione urbanistica. A suon di emendamenti e di deroghe, vennero di fatto eliminati tutti i paletti per impedire il proliferare dei «bassi». In luogo dellobbligo di ventilazione naturale trasversale mediante più aperture allinterno dei locali, vennero previsti sistemi di immissione ed estrazione dellaria di tipo naturale o meccanizzato, con condotti di areazione anche in parete. E in deroga dellobbligo di garantire adeguate fonti di illuminazione, per i locali prospicienti la pubblica via venne prevista la possibilità di computare solamente la porzione di superfici finestrate posta a una quota superiore a 1 metro e 70 rispetto al marciapiede: insomma, anche risicate feritoie. Dopodiché, visto che è possibile avviare i lavori di trasformazione con una Dia (dichiarazione di inizio attività) e che il Comune è in grado di controllare non più del 30 delle Dia, ogni abuso è possibile. Lallarme sugli effetti di queste norme piuttosto ciniche, con laggravante dei mancati controlli, è stato recentemente lanciato da via Palazzuolo. In una lettera al sindaco Matteo Renzi alcuni residenti descrivono il degrado in cui è sprofondata la strada, per effetto della scomparsa delle botteghe, della nascita di internet point e di innumerevoli locali che vendono alcolici, e della silenziosa proliferazione dei «bassi». Al numero 87, lex sezione del Pci-Pds-Ds è diventata un «basso», dotato di una finestra prima inesistente. Al numero 87 rosso, al posto di un ex negozio cè una abitazione dotata di due finestre di nuova costruzione. Al numero 158 rosso un ex negozio di elettricità è stato diviso in due monolocali. Uno prende luce da una vetrata schermata che si affaccia sulla strada. Laria entra da una feritoia in alto. Laltro monolocale si affaccia invece su una corte buia, dove un tempo venivano stoccate bombole di gas. Su un tetto vicino sono stati installati climatizzatori che portano caldo, freddo e aria agli infelici inquilini extracomunitari. Chiedono i residenti: «Può il Comune indagare su questo fenomeno? E del tutto indifferente aver consentito lo sviluppo dei "bassi" nel centro storico di Firenze, riconosciuto come patrimonio dellumanità dallUnesco sin dal 1982?».
FIRENZE - URBANISTICA. Caos di deroghe, il "basso" dilaga.
Riassunto in 200 parole:
Nel centro storico di Firenze, le botteghe riconvertite in case sono state trasformate in bassi, spesso senza luce e aria. Questo fenomeno è iniziato negli anni '70 e non è stato fermato dal boom del turismo. Il Comune di Firenze ha introdotto regole più stringenti per impedire la trasformazione dei fondi di negozio in residenze, ma questi controlli non sono stati efficaci. Nel 2007, la commissione urbanistica ha approvato un regolamento edilizio che ha eliminato i paletti per impedire il proliferare dei bassi. Ora, i bassi sono diventati un problema, con residenti che lamentano il degrado e la mancanza di servizi essenziali.
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