Cantieri già aperti, lopera completata in pochi giorni Volumi ridotti, da cento a quaranta metri quadrati, e nuova proprietà per il bar-gazebo E alla fine, dopo rinvii e attese, dopo speranze e delusioni, sulla Rotonda di Carignano arriva il chiosco. Un gazebo al chiuso destinato a bar, che potrebbe essere installato già la prossima settimana. O, comunque, al più presto, visto che i lavori sono già partiti. E non si fermeranno, perché tutto è scritto. O meglio approvato. Se lassessore al Commercio Gianni Vassallo, new entry di tre mesi fa, nella giunta guidata da Marta Vincenzi, ribadisce: «sto finendo di verificare liter giuridico, per capire se il Comune può far qualcosa, ma non cambio idea, è un progetto che non mi piace e che giudico un errore», la realtà segnala tutta unaltra storia. Proviamo a rivederla, tappa dopo tappa. E il 2005 quando viene presentato in Comune, (allora il sindaco è Beppe Perìcu), il progetto per la realizzazione di un chiosco di cento metri quadrati. La Conferenza dei servizi, lorganismo tecnico destinato a vagliare e selezionare i vari progetti, respinge la richiesta, dopo aver interpellato la Sovrintendenza dei beni Architettonici, che dà parere negativo. Sostanzialmente il giudizio urbanistico segnala che quel chiosco è troppo ingombrante e, collocato nel centro della Rotonda, di fatto preclude la vista del mare, anticipata dal lungo viale che è via Corsica. Nel luglio del 2006, nuovo tentativo. Limprenditore Nicola Suriano riduce le dimensioni del gazebo chiuso, lo porta da 100 a 40 metri quadrati. Ha una forma rettangolare, il tetto in rame, ricorda molto lepoca del Liberty grazie a una serie di colonnine in ghisa. Per quasi un anno, la pratica di fatto si ferma, mentre in Comune si insedia la giunta attuale, guidata da Marta Vincenzi. Suriano è deciso a non mollare, quindi accoglie i suggerimenti della Sovrintendenza, presenta il progetto modificato, con il chiosco più piccolo e con il lato più corto su via Corsica. Si arriva così ai primi mesi del 2008. La Sovrintendenza, questa volta, concede il via libera. A marzo, è la volta della Conferenza dei servizi, a settembre, arriva anche il benestare della Commissione paesaggistica. Ma, nel quartiere, lidea del chiosco non piace, si forma un comitato "informale", animato da Carlo Castellano, ma anche da Matteo Rosso, consigliere regionale Pdl, e da altri residenti. Mentre Aldo Siri, presidente del Municipio dà il suo benestare «perché il chiosco servirà a evitare il degrado di una zona già in difficoltà», dal Comune promettono che valuteranno lidea di un progetto di risanamento complessivo, che comprenda anche e soprattutto le aree a lato e sottostanti la Rotonda. Tutto sembra fermarsi fino allaltro giorno, quando viene aperto il cantiere. Carlo Castellano si rammarica: «Volevamo davvero salvaguardare la terrazza sul mare», il tam tam di quartiere lancia lallarme, lassessore Vassallo si incarica di verificare liter giuridico, mentre lo studio del professor Lorenzo Acquarone è pronto a muoversi, con un eventuale ricorso al Tar. Tutto inutile, liter sembra corretto, cè stato solo un cambiamento: Nicolò Suriano ha ceduto la sua concessione a un altro. E il chiosco si prepara a cambiare volto alla Rotonda e a una parte di Carignano. Vedremo se in meglio o in peggio.