Il Consiglio di Stato respinge il ricorso della società che era già stata sconfitta al Tar Già pronto un nuovo progetto con parcheggi da vendere per finanziare lopera Palestra Rubattino: rimane il vincolo architettonico, non si può demolire. Il Consiglio di Stato respinge il ricorso in appello della società Ginnastica Raffaele Rubattino e conferma la decisione del Tar. Ledificio di via Saluzzo, in Albaro, venne inaugurato nel 1939, progettato dallingegnere comunale Ettore Pavolini ed è una delle molte strutture anni Trenta della città, rappresentativi di una specifica cultura architettonica, che ha rischiato di essere spazzato via, così come è successo al Mercato dei Fiori di Paride Contri o alla Villa Venturini di Luigi Carlo Daneri. La società infatti si è appellata ai due gradi della giustizia amministrativa contro limposizione del vincolo, da parte della Soprintendenza ai Beni architettonici: nel 2005 era stato prensentato in Comune il progetto per demolirla e ricostruire un complesso sportivo che avrebbe valorizzato le discipline che fanno della società un fiore allocchiello a livello nazionale. Interrati, erano previsti parcheggi per i residenti e per gli atleti. «Non si può pensare di abbattere questi edifici di pregio, che vanno vincolati e difesi - commenta Giorgio Rossini, soprintendente ai Beni architettonici della Liguria - Si può recuperare ledilizia esistente e non escludo che si possa intervenire, ad esempio recuperando spazio nel sottosuolo. Questa è una vittoria che, dopo tanti annullamenti di nostri procedimenti da parte del Tar, è andata in controtendenza. Siamo orgogliosi di questo risultato che, siamo sicuri, non inficerà il futuro della società». Deluso larchitetto Emilio Morasso, autore del Mazda Palace a Fiumara e del progetto di demolizione e ricostruzione della Rubattino, anche se ammette di aver ripreso in mano le carte, dopo aver incontrato la soprintendenza e il suo committente, il presidente della società Michele Cioffi. «Il progetto che prevedeva la demolizione della palestra - spiega Morasso - consegnava alla società 2000 metri quadrati di superficie utilizzabile, contro i 350 attuali. Ora credo che potremo intervenire e conquistare qualcosa, almeno una nuova sala per la ginnastica ritmica: molto meno comunque dei numeri da cui eravamo partiti. E ovviamente non toccando il manufatto vincolato, che comunque versa in pessime condizioni e va risanato». Ovviamente, anche nel nuovo progetto cui Morasso sta cominciando a pensare, saranno previsti parcheggi, da vendere ai residenti: «Altrimenti come la finanziamo loperazione?».