La mobilitazione per la stazione di Mergellina non accenna a scemare e in favore del ripristino arriva anche l'autorevole voce del soprintendente Stefano Gizzi che, come lo storico Giuseppe Galasso, pone l'accento sulla funzione di snellimento della viabilità che la struttura ha sempre assolto con grande 'eleganza'. «È stato un grave errore spiega Gizzi - aver dismesso le fermate dei treni per Roma e per la Calabria, da quella che era e potrebbe ancora essere la vera porta di accesso a Napoli». I passeggeri potevano scegliere di fermarsi nel cuore della città, a pochi passi dal lungomare e da Posillipo. «Sì, Mergellina era uno scalo elegante, signorile, che immetteva in un'area urbana significativa, a pochi metri dagli aliscafi per le isole anch'essi stranamente assai ridotti e non decentrato come quello al termine del cosiddetto Rettifilo » . E nel mare magnum dei progetti di ripristino e valorizzazione proposti da architetti e intellettuali per le nuove funzioni della stazione déco, Gizzi si esprime favorevolmente nei confronti di uno in particolare: «I giovani Sila Barracco e Mauro Smith, due tra i migliori architetti della nuova generazione e sicuramente più calati nella realtà locale di molte stelle o archistar, che nulla conoscono di Napoli e che ricevono incarichi a pioggia, hanno presentato un ottimo progetto per Mergellina, indipendentemente dal fatto che la stazione debba continuare a funzionare ed essere ripristinata nelle corse a lungo percorso o divenire museo di se stessa». Merito del duo sarebbe quello di aver coniugato restauro e innovazione, con sguardo attento all'arredo e a quello che in area latino- americana viene definito il 'mobiliario urbano'. La sfida che lancia Gizzi per Mergellina è adesso quella di riunire le diverse sfere ed ambiti disciplinari relativi al restauro, alla composizione architettonica e ai dettami dell'urbanistica, con tutti i risvolti collettivi e antropologici che ne derivano. «Recenti riunioni congiunte ed informali tra la Soprintendenza, il dipartimento di Urbanistica del Comune, le Ferrovie dello Stato, progettisti ed Enti, hanno rivelato che la problematica da affrontare va ben al di là del manufatto monumentale», spiega il Soprintendente. E propone: «Bisogna creare un raccordo, a livello architettonico e urbanistico, tra la stazione di Mergellina, il porto omonimo, il parco archeologico che, pur custodendo beni quali il cenotafio leopardiano e la cosiddetta tomba di Virgilio, è attualmente separato dalla città ed ignorato dai turisti, e le architetture contemporanee alle spalle della stazione, come gli edifici, di matrice brutalista- anglosassone, di Stefano Paciello, protagonista del secondo dopoguerra». Per realizzare la nuova 'stazione urbana' è già stata presa in esame una convenzione tra la Soprintendenza ai Beni Architettonici e quella Archeologica, il Suor Orsola Benincasa, l'Orto Botanico e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici. Fuani Marino