Bazoli: patrimonio da conservare con amore Come è ben noto agli studiosi, ma intuibile anche dai non addetti ai lavori, gli archivi hanno accompagnato l'intera vicenda umana, fino a rivelarsi elemento indispensabile (e sovente ilfondamento) di ogni memoria collettiva. La storia dimostra come la distruzione degli imperi scorra in parallelo con la dispersione o la perdita degli archivi, così come viceversa nelle fasi storiale dì riunificazione politica venga riscoperta l'importanza dei documenti. Si pensi all'esperienza spagnola di Siman-cas, che prende avvio con Carlo V; oppure alla ricca legislazione francese che con la Rivoluzione stabilisce (il 12 settembre 1790) la nascita degli Archivi nazionali; o ancora alla scelta della Commissione Cibrario, nell' Italia postunitaria del 1874 di assegnare tutti i depositi archivistici del Paese alle dipendenze del ministero dell'Interno (dove resteranno incardinati sino all'istituzione, nel 1974, del ministero per i Beni culturali e ambientali). Slmilmente, ancorché nella modesta prospettiva del caso in esame, pensiamo che potrà servire a un'opera di ricostruzione storica - e insieme di riappro-prìazione di una comune identità - il processo di unificazione che ha portato a dare una sede e una gestione amministrativa integrata agli archivi già posseduti dalla Banca Commerciale Italiana, dalla Cari-pio e dal Mediocredito Lombardo (tre istituti di credito che erano stati capofila nei rispettivi settori: banche commerciali, casse di risparmio e istituti di credito speciale), nonché dal Banco Ambrosiano ' Veneto, l'Istituto che si è rivelato capace dell'operazione di aggregazione davvero singolare da cui è nata Banca Intesa. Pur non configurandosi come un nuovo «trésor des Charles» (per riprendere il suggestivo nome degli archivi reali francesi del-l'Antico Regime), l'Archivio storico di Banca Intesa costituisce un «bene culturale» - nell'accezione affermatasi negli ultimi decenni -davvero preziosi in quanto custodisce le testimonianze e rivela lo spaccato di una società che, attraverso le complesse vicende di un secolo, ha preparato lo scenario del mondo in cui oggi ci troviamo a operare. La dichiarazione di «notevole intesse storico», con il conseguente vincolo di legge che la Soprintendenza archivistica per la Lombardia ha posto sul nostro patrimonio documentario, rappresenta un'indiscutibile conferma della, sua importanza, mentre non ci trova di certo impreparati al compito della tutela. L'equipe interna della nostra Banca è da tempo impegnata nel compito di selezionare secondo criteri scientifici i fondi archivistici di maggiore valore, così da renderli fruibili per gli studiosi di oggi e di domani. Proprio in quanto «bene culturale», ogni archivio - e quindi anche il nostro - esige che il personale addetto alla sua conservazione possieda una conoscenza organica e non solo episodica della materia: una specifica professionalità nei confronti delle esigenze degli u-tenti, la capacità di redigere inventori precisi e guide affidabili, la competenza e l'abitudine a interagire con altri depositi paralleli. Solo a queste condizioni un archivio può favorire un sapere diffuso e garantirne l'effettivo incremento. L'obiettivo perseguito dal nostro Archivio, come dicevo in principio, è quello di preservare e mettere in comune la memoria delle diverse radici storiche da cui scaturisce Banca Intesa, restituendo testimonianze autentiche e nel loro genere unione sulla vita socio-economica, culturale e politica di quei territori del nostro Paese in cui l'Istituto vanta antichi e capillari insediamenti. Le tavole genealogiche e sinottiche elaborate dall'Archivio e presentate in questo volume ci aiutano in tale opera di ricostruzione; i verbali recuperati delle banche preesistenti (di cui sono sin d'ora consumabili i registri fino al 1945) consentono comparazioni .e collegamenti sin qui impensabili. Ed è davvero doveroso, a questo proposito, rivolgere uno speciale ringraziamento alle centinaia di collaborazioni - in servizio o in pensione - che hanno personalmente contribuito all'incremento dell'Archivio, mediante la consegna di documenti, libri, cimeli, fotografie e audiovisivi. L'Archivio storico concorrerà al formarsi, a ogni livello interno della nostra Banca, di una coscienza unitaria, atta a superare le appartenenze diprovenienza e a stimolare la convergenza verso nuovi obiettivi, e nello stesso tempo potrà offrire al management e a tutto il personale l'opportunità di riflettere su taluni eventi-chiave che si sono veriflcati lungo una storia che, come tutte le storie, segnala errori da non ripetere ed esperienze di successo da imitare. Sotto ogni aspetto, dunque, le molteplici storie degli istituti confluiti in Banca Intesa costituiscono un patrimonio da conservare e coltivare con amore. È sul ceppo di tale tradizione che si potrà costruire con successo la ricerca dei nuovi modi di operare e delle nuove strade da percorrere, per continuare a meritare (o meglio per riconquistare ogni giorno) la fiducia del pubblico.